Roma. Parte tra polemiche e proteste il carbone pulito a Civitavecchia. Le proteste degli ambientalisti, le polemiche della sinistra per una gaffe del ministro Scajola. Ieri l'inaugurazione della nuova centrale, a conclusione di una vicenda nata nel 2002 con la richiesta da parte dell'Enel dell'autorizzazione per la conversione della centrale da olio a carbone. Seguirono controversie con il Comune di Ladispoli e altri limitrofi, pronunciamenti del Tar e del Consiglio di Stato e infine, nell'anno in corso, gli accordi per l'innovazione dei porti laziali e con i Comuni limitrofi che di fatto hanno sbloccato definitivamente la situazione. Proprio alla luce delle rimostranze incontrate, l'esempio di Civitavecchia può rappresentare, per il n. 1 di Enel, Conti, «l'avvio di una nuova stagione energetica per l'Italia». Dopo Torre Valdaliga, «siamo pronti ad aprire il cantiere della centrale a carbone pulito di Porto Tolle e a costruire il rigassificatore di Porto Empedocle». E giusto ieri il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha firmato 15 decreti di autorizzazioni "Via" (Valutazioni di impatto ambientale) per altrettanti progetti tra cui quello per il rigassificatore a Melilli. Una polemica, infine, si è innescata per le parole con cui Scajola ha salutato l'apertura dell'impianto: «Dopo tanti sacrifici, anni di lavoro e qualche vita umana si è potuto costruire questa modernissima centrale», ha detto il ministro. Dalla platea alcuni operai hanno commentato la frase di Scajola con un «non siamo carne da macello», e non sono tardati, da Roma, i commenti duri di esponenti della sinistra. Il neosegretario del Prc Paolo Ferrero ha parlato «di agghiaccianti e scioccanti parole» invitando il ministro, «a fare le sue immediate scuse alle famiglie dei due operai caduti nel cantiere della centrale, e cercare di evitare di continuare a collezionare macabre gaffe». «La locuzione "qualche vita umana" non mi è piaciuta per niente» ha commentato Orazio Licandro del Pdci, mentre Antonio Bocuzzi, esponente Pd ed ex operaio della Tyssenkrupp, ha replicato duramente: «Qual è il numero di vite umane sacrificabili per il ministro Scajola per la costruzione di una centrale elettrica, di una strada o di un ponte? Proprio oggi (ieri per chi legge, ndr), una giornata nera per il mondo del lavoro in cui si registrano tre nuovi morti, il ministro saluta la nuova centrale parlando di un successo raggiunto dopo tanti sacrifici e qualche vita umana: la forma in politica è molto importante, perché rivela la sostanza». Una reazione che non ha tardato a far replicare Scajola attraverso il suo ufficio stampa: «Si tenta strumentalmente - si legge in una nota - di attribuire alle parole del ministro un significato diverso da quello espresso. Il ministro si è limitato a ricordare i due operai che hanno perso la vita durante i 4 anni di cantiere, come aveva già fatto l'ad dell'Enel Fulvio Conti. È seguito un grande applauso della platea in un clima di intensa commozione. Tutto il contrario - ribadisce il ministero - del significato che il signor Licandro cerca strumentalmente di attribuire alle parole di Scajola». Ma dall'opposizione si sono susseguite le prese di posizione. Antonio Borghesi, vice capogruppo Idv alla Camera, ha sottolineato come «il riferimento alla perdita di qualche vita umana come questione superabile è deprecabile in assoluto, e ancor più lo è se arriva da un ministro della Repubblica». L'eurodeputato socialista Alessandro Battilocchio definisce le parole di Scajola «una frase molto infelice in base alla quale la perdita di vite umane viene considerata alla stregua di uno sgradevole effetto collaterale alla realizzazione di un grande progetto industriale», e invita il ministro a «chiedere subito scusa o a rimettere il suo mandato per questa gaffe che offende la memoria dei due operai deceduti». I due operai morti nei lavori per la costruzione della centrale erano stati ricordati così dall'ad dell'Enel Fulvio Conti: la costruzione dell'impianto «ha portato anche a due gravissime perdite. Dobbiamo onorare la loro memoria oggi» aveva detto, mentre il presidente della Regione Lazio Pietro Marrazzo aveva sottolineato la necessità «di rendere omaggio alle vittime a cui va riconosciuta dignità nella fine dell'esistenza attraverso l'aumento dei controlli dei sicurezza».
SICILIA - Rigassificatori, per Melilli il via libera del ministero P. Empedocle, Enel pronta
A Civitavecchia, in Italia, è stata inaugurata una nuova centrale elettrica a carbone pulito dopo anni di controversie e proteste. Il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha firmato decreti di autorizzazione per altri progetti, tra cui un rigassificatore a Melilli. Tuttavia, il ministro Scajola ha salutato l'apertura della centrale con le parole "Dopo tanti sacrifici, anni di lavoro e qualche vita umana si è potuto costruire questa modernissima centrale", che hanno suscitato polemiche e proteste. Gli esponenti della sinistra hanno criticato le parole di Scajola, considerandole offensivo per le famiglie dei due operai morti durante i lavori.
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