Il museo fiorentino, uno dei più importanti d'Italia, vede diminuire il personale e i finanziamenti CERTO non raggiunge il milione e mezzo di visitatori della Galleria degli Uffizi, il confronto con la superstar dei musei non è proponibile quasi per nessuno. Eppure il Museo Archeologico Nazionale di Firenze nel 2007 ha collezionato 57.453 visitatori paganti, le scolaresche che così spesso si possono incontrare nelle sale del Palazzo della Crocetta, sede del museo dal 1880, godono dell' ingresso gratuito. «A questi numeri va aggiunto un 20 - 30 di visitatori che entrano nel grande ingresso e nel primo salone, adibito a mostre temporanee, senza nessun biglietto d'ingresso. Guardano, cominciano a rendersi conto di cosa può offrire il museo e poi decidono se entrare o no, è la nostra accoglienza» spiega Carlotta Cianferoni, energica direttrice («da 7 o 8 anni, mi sembra») del museo e, detto per inciso, tifosissima della Fiorentina. Ma l'Archeologico di via della Colonna, uno dei musei più prestigiosi d'Italia, vive anni di ristrettezze economiche che lo costringono a tenere chiusa qualche sala e risparmiare sui servizi pur di continuare a vivere. Eppure la sua direttrice non si dà per vinta. Strano a dirsi, la colta Firenze forse per la ricchezza del suo patrimonio medievale e rinascimentale non ha mai «sentito»moltissimo l'archeologia. Ma, spiega Carlotta Cianferoni, «le cose sono decisamente migliorate da quando si è riaperto (come ai tempi dei Bronzi di Riace, ndr) l'ingresso su piazza Santissima Annunziata. La città così ha ritrovato un luogo conosciuto, e poi da una decina d'anni le mostre temporanee hanno maggiore continuità e la gente si abitua a venire». Cos'altro ha comportato la riapertura dell'ingresso sulla piazza? «Una più stretta collaborazione con il contiguo Istituto degli Innocenti e con la chiesa. Un'idea accarezzata da tempo dagli Innocenti è quelle di fare di piazza Santissima Annunziata la "Piazza dei Bambini", sarebbe bellissimo, darebbe lustro alla piazza e magari favorirebbe una maggiore razionalizzazione dei flussi turistici, cosa di cui ci sarebbe decisamente bisogno: ci vorrebbero per esempio biglietti cumulativi per più di un museo e una distribuzione delle prenotazioni giornaliere che invece di far attendere ore in coda i visitatori della Galleria dell' Accademia fosse in grado di proporre altre visite in attesa del proprio turno». Il Museo Archeologico, da un po' di tempo in qua, sta diventando uno dei luoghi privilegiati dell'arte contemporanea, Mitoraj, Chia, e più recentemente Alinari, Barni, Perego. «Ci piace il contrasto, e poi è bene che l'archeologico sia visto comecosa vitale. Anche "Archeologia narrante" (la manifestazione che porta il teatro nei siti e nei musei archeologici toscani, ndr) ha lo stesso scopo, quello di far conoscere l'immenso patrimonio che i cittadini ed i visitatori hanno a disposizione». E le note dolenti? «Non mancano di certo. I dipendenti della Soprintendenza regionale archeologica, dalla quale dipende anche questo museo, erano 210 nel 2000, oggi sono 150. Una diminuzione del 30. Stiamo facendo il possibile, e anche di più! Si cerca di aumentare le "difese passive", come allarmi e telecamere, per ovviare alla diminuzione dei custodi nelle sale, ma non ci sono fondi sufficienti a completare la cosa e allora a volte bisogna chiudere qualche sala. Perché, per esempio, la Soprintendenza regionale archeologica, per il 2008 aveva richiesto 5.163.690 euro, ne ha avuti assegnati invece 1.972.460, in queste condizioni tutto diventa difficile: di questi tempi, bisogna chiudere qualche sala anche per risparmiare sull'aria condizionata o l'inverno sul riscaldamento che i sindacati minacciano di chiamare l'Asl. Francamente non credo che sia molto questione di governi di uno o dell'altro schieramento, è che va a finire che la cultura non viene ancora considerata una risorsa, forse la principale che abbiamo».
FIRENZE - Archeologico, patrimonio senza fondi.
Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze ha registrato un numero di visitatori ridotto rispetto al passato, con 57.453 visitatori paganti nel 2007. Il museo, che è uno dei più importanti d'Italia, ha dovuto ridurre il personale e i finanziamenti a causa delle ristrettezze economiche. La direttrice del museo, Carlotta Cianferoni, afferma che la situazione è difficile, ma che il museo sta cercando di aumentare le "difese passive" come allarmi e telecamere per ovviare alla diminuzione dei custodi nelle sale. Il museo ha anche iniziato a offrire mostre temporanee e a collaborare con altri musei e istituzioni per aumentare la visibilità.
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