Cresce la protesta contro l'ipotesi di un Cie presso l'Indicatore a Campi Quindici anni fa lì un ragazzino perse una mano per lo scoppio di una mina QUEL TERRENO è «minato». Lo dice il sindaco di Campi, Adriano Chini, sull'area Indicatore, alle porte di Firenze, dove secondo notizie non ufficiali dovrebbe sorgere il Cie, Centro di identificazione ed espulsione per immigrati per la Toscana. Chini ce l'ha col governo Berlusconi che sulla questione non gli ha nemmeno fatto una telefonata: «In questo modo non siamo disponibili a dialogare». La Sinistra Arcobaleno di Campi ieri ha espresso un forte «no» all'ipotesi del Cie, così come il Wwf toscano, che si dichiara pronto a ricorrere all'Unione europea se il progetto andrà in porto, per chiedere la tutela del sito. L'area, spiega il Wwf, è uno dei pochi spazi verdi del territorio, da recuperare per una fruizione pubblica. Inoltre l'ex poligono dirigibili fa parte della lista dei siti naturali di importanza comunitaria, e che per questo ogni progetto che vi vada a ricadere deve essere sottoposto a una valutazione di incidenza. L'area è stata un campo di addestramento militare per 38 anni. Al momento non c'è alcuna costruzione, né allacci per luce o acqua. 15 anni fa due ragazzini scavalcarono le rete di recinzione e, giocando, uno perse una mano per una mina. «C'è mai stata una bonifica? - chiede il sindaco -. Potrebbero esserci ancora mine o bombe a mano ». Al momento c'è una trattativa col Demanio, proprietario dell' area, per l'acquisto: con una variazione di bilancio da fare a settembre, il Comune comprerebbe il terreno, 30 ettari, a 453mila euro e lo userebbe per un farci un parco naturale e un impianto fotovoltaico. «Contatterò il Demanio - annuncia Chini-per capire se ha cambiato idea». Tanto più che la trattativa è avanzata: l'Agenzia ha autorizzato la vendita dell'area a 453mila euro. Il Comune ha confermato il suo interesse per l'acquisto eha fornito i dettagli temporali della variazione di bilancio. Resta quindi da capire, per Chini, se la cosa andrà avanti oppure si cambierà idea. «Certamente - sottolinea - l'area campigiana non risponde a requisiti di urgenza, a meno che non pensino di tirar su prefabbricati con reti e filo spinato, ma a farebbero un campo di concentramento. Nell'area c'è anche una cassa di esondazione». Il sindaco non si dice contrario pregiudizialmente a luoghi per clandestini: «MA questi non devono essere carceri bensì centri di accoglienza ». Chini fa un discorso generale sull'immigrazione, tema sul cui per settembre ha intenzione di lanciare a Campi (dove un assessore è cinese) una campagna di confronto coi cittadini: «L'immigrazione è un problema strutturale, e associarla alla delinquenza è una sciocchezza abominevole. Il Governo cialtrone non può lavorare con superficialità ». Il sindaco non esclude di contattare il ministero dell'Internoma sottolinea che «il Comune è qua: chi vuol parlare si faccia avanti. Se il governo fa tutto con i decreti, non basterebbero i militari a presidiare le aree. A questo punto perchè non fare a Campi una centrale nucleare?», chiude Chini.
TOSCANA : CAMPI - Chini: Quella zona è minata. E il Wwf minaccia ricorsi all'Ue
Il sindaco di Campi, Adriano Chini, ha espresso forte opposizione all'ipotesi di costruire un Centro di identificazione ed espulsione per immigrati (Cie) presso l'area Indicatore, alle porte di Firenze. L'area è stata un campo di addestramento militare per 38 anni e fa parte della lista dei siti naturali di importanza comunitaria. Il Comune ha espresso interesse per l'acquisto del terreno a 453mila euro e ha già autorizzato la vendita dell'area. Chini ha anche espresso preoccupazioni sull'immigrazione, definendola un problema strutturale e criticando il governo per non lavorare con superficialità. Ha anche affermato che il Comune è pronto a dialogare con il ministero dell'Internomiale.
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