E'possibile un' «operazione Fenice» anche per il settecentesco Teatro Nicola Vaccaj di Tolentino, semidistrutto l'altro ieri da un incendio divampato per cause apparentemente accidentali. E' possibile cioè ricostruire, «dove era e come era», come è successo a Venezia, il Vaccaj, un «gioiellino» - secondo i fun-zionari delle Soprintendenze ai beni architettonici di Ancona e ai beni artistici di Urbino, che ieri hanno effettuato un sopralluogo - tra gli oltre 70 teatri storici delle Marche. Una struttura da tipico teatro all'italiana, costruita a fine '700 su progetto di Giuseppe Lucatelli, da 400 posti, con stucchi, affreschi e decori che il fuoco ha devastato: distrutti il tetto (da dove sono partite le fiamme) e il timpano, persi gli affreschi della finta volta dipinti da Francesco Fontana e raffiguranti l'Olimpo, bruciati la platea, il palcoscenico e il graticcio. Ma sono stati risparmiati il foyer, i tre ordini di palchi dai parapetti abbelliti con maschere, fiori e uccelli su fondo azzurro, i camerini e gli uffici. E quasi miracolosamente è scampato il sipario storico, anch'esso di Fontana, custodito in un altro locale non toccato dalle fiamme. Secondo i tecnici delle due soprintendenze, le parti distrutte potranno essere rifatte: c'è «una mole di documentazione fotografica». Ma sarà un lavoro lungo e costoso: impossibile fare una stima dei danni in questo momento, per il sequestro del Vaccaj da parte dalla procura di Macerata che ha aperto un'inchiesta per accertare eventuali responsabilità, ma esperti ipotizzano una somma di «5-6 milioni di euro». Ora bisogna trovare i finanziamenti: il governatore Gian Mario Spacca chiederà al governo di rifinanziare la legge sulla ricostruzione post-terremoto, nella parte relativa al recupero dei beni culturali. I deputati del Pd hanno informato l'aula di Montecitorio del rogo, mentre i senatori scrivevano al ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, chiedendo un intervento del governo. Intanto è stata costituita una task force tra Regione Marche, Provincia di Macerata e Comune di Tolentino, con l'intenzione di coinvolgere anche le soprintendenze. Il direttore artistico della Biennale dell'Umorismo Maurizio Costanzo ha cancellato un concorso in programma e devolverà i fondi per la ricostruzione «ed è solo una prima iniziativa». Costi quel che costi, Tolentino deve riavere il suo teatro.