C'è chi arriva sperando di trovare il sacro Graal, chi, invece, semplicemente una guida turistica disponibile. Nella Puglia dei musei, dei monumenti e delle aree archeologiche più o meno fruibili, in testa alla hit parade svetta il maniero di Federico II di Svevia. Quel Castel del Monte maestoso, misterioso, intrigante, sempre al centro di interpretazioni suggestive, che attingono alla magia, all'esosterismo, al mondo dei numeri. L'anno scorso - sono gli ultimi dati disponibili del Ministero - lo hanno visitato in 183mjla 791. Cosa strana, nel Belpaese degli amici degli amici, il numero dei paganti (99.904) supera quello di chi può contare sulle agevolazioni (83.887). Eppure, l'elenco di quanti possono usufruire dell'ingresso gratuito, evitando di lasciare i 3 euro del biglietto, è sterminato: minorenni, ultrasessantacinquenni, studenti di lettere con indirizzo storico-artistico o con conservazione dei beni culturali, iscritti alla facoltà di architettura e all'accademia delle belle arti, insegnanti di storia dell'arte e giornalisti iscrìtti all'albo (è scritto proprio così). Comunque, nelle casse dello Stato, ranno scorso sono finiti poco più di 282mila euro, metà degli incassi di tutta la regione. Ma la visita del castello federiciano, patrimonio dell'Unesco, equivale ad assaggiare un caffè senza zucchero. Lascia l'amaro in bocca. Perché, al di là di una mostra fotografica sulla Puglia e di una serie di tabelloni in tre lingue su cui è racchiusa la storia dello «stupor mundi» e della costruzione, c'è ben poco. E sentirsi dire: «Guardi, era così anche ai tempi di Federico», ha il sapore della beffa. Nel libro dei visitatori i complimenti sì sprecano. Ma le lamentele non mancano. Perché ci si aspetta qualcosa di più. Una guida sempre pronta, ad esempio. Che invece c'è solo ad orari stabiliti: ore 11 e ore 16. Chi arriva in ritardo, si arrangia, nonostante l'orario estivo preveda l'apertura dalle 10,15 alle 19,15, nonostante la gente lasci l'auto e il camper nel parcheggio controllato, un chilometro e mezzo più giù (per l'intera giornata si pagano rispettivamente 4 e 6 euro). Il privato è sempre un passo davanti al pubblico. L'alternativa alla mancanza di guide è la casetta tipo Heidi, in legno, con tanto di tetto a spiovente, della Pro Loco, associazione di volontariato, è specificato. Offerta libera, se la guida (non quella del Ministero, per capirci) è disponibile. Ma non capita sempre. Viene consegnato gratis l'opuscoletto congiunto Pro Loco-Comune di An-dria. C'è da sperare che, in mancanza di interviste ai visitatori, qualcuno si prenda la briga di sfogliare il libro dei suggerimenti, preziosi quando arrivano dall'utenza. La scarsa attenzione alla costumer satisfaction, nelle aziende, è l'anticamera della chiusura. Insomma, si può fare di più. Anzi, si deve fare di più. Non solo per Castel del Monte, dove - al di là del book shop - mancano prodotti audiovisivi e multimediali, guardaroba e audioguide. I siti statali in Puglia sono 23. Alcuni, nonostante siano chiusi da anni (leggi il castello aragonese di Conversano), figurano ugualmente nell'elenco. "Un patrimonio, dalla zona archeologica di Canne al museo di Tarante, che frutta un piccolo tesoretto: 440mila euro. Quarantottomila euro in meno rispetto al 2006. La congiuntura negativa la fa da padrona. Ma forse, alla performance in ribasso, contribuisce anche lo scarso appeal dell'offerta. Sempre più spesso, al dì là del bene in mostra, c'è poco o nulla. Fossimo negli Stati Uniti, avrebbero già costruito parchi a tema, studi cinematografici e via dicendo. Trasformando questi musei a cielo aperto in un business. Perché il privato, da noi visto come un drago sputafuoco, all'estero rappresenta una risorsa. La Basilicata ha il suo fiore all'occhiello nel museo archeologico del Melfese: 38.547 visitatori nel 2007. Dai 13 siti statali lucani si ricavano 110mila euro l'anno. Dal parco della Grancia, molto probabilmente, qualcosa di più. Insomma, se il settore si aprisse all'esterno, la situazione porrebbe cambiare. Nessuno pensa di delegare la tutela dei beni culturali a chissà chi, ma le grandi occasioni (finora sprecate o valorizzate col lumicino) del parco dei dinosauri (migliaia di orme scoperte in una cava) e dell'uomo di Altamura (i resti del nonno di tutti i pugliesi), da anni ingabbiati in lacci e lacciuoli burocratici, dimostrano come sia necessario un cambiamento di mentalità. Magari una più stretta collaborazione tra Soprintendenze, amministrazioni locali e privati, così da ottenere una maggior integrazione col territorio. Facciamo sistema. Invece, purtroppo, gli esempi negativi sono tanti. Spaziano dal Gargano al Salente. Tra cancelli chiusi, orarì assurdi, scarso personale e impreparato. Prendete il museo archeologico del capoluogo pugliese che ospita le testimonianze della nostra storia. La competenza è della Provincia ed è ospitato nella vecchia sede dell'Università. In attesa di una nuova sistemazione (Santa Scolastica con le inevitabile polemiche tra chi ha vinto e chi è arrivato secondo) è chiuso da anni. Vasi, gioielli, sculture, monete e medaglie. Tutto off-limits. Esisterà una catalogo aggiornato da qualche parte? Mistero. Cosa contengono i famosi sotterranei dell'Ateneo, dissemminati di scatoloni? Boh. Luci e ombre. Servizi e disservizi. Proporre occasioni e attività per rendere il nostro patrimonio storico, artistico e culturale fruibile e godibile è un imperativo. L'inerzia equivale ad un virus mortale nel settore del richiamo turistico.
PUGLIA - CASTEL DEL MONTE - Musei e il bello non basta più
Il Castel del Monte di Federico II di Svevia è stato visitato da 183.791 persone l'anno scorso, con un numero di paganti (99.904) superiore a quello di chi ha usufruttato delle agevolazioni (83.887). Tuttavia, l'elenco di chi può visitare il castello gratuito è lungo e comprende minorenni, ultrasessantacinquenni, studenti e insegnanti. Le casse dello Stato hanno ricevuto solo 282.000 euro, metà degli incassi della regione. Il castello è stato chiuso per la stagione estiva e le visite sono limitate ad orari stabiliti. Non ci sono guide disponibili e le visite sono spesso interrotte.
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