In un' intervista all' assessore alla Cultura del Comune di Roma Umberto Croppi (Corriere, 21 luglio), si affermava che il Macro, museo d' arte contemporanea di Roma «è un oggetto sconosciuto, i romani non sanno che esiste un museo d' arte contemporanea». Tale affermazione risulta piuttosto singolare per un' istituzione museale che, pur essendo nata solo sette anni fa, ha realizzato oltre 50 mostre, coinvolto centinaia di artisti e critici internazionali e ha stretto collaborazioni con i più prestigiosi musei del mondo. Gli oltre 50 cataloghi di Macro sono presenti nei più qualificati bookshop dei musei non solo europei e la rassegna stampa, nazionale e internazionale, è la più ricca di tutti i musei del Comune di Roma. Tutto questo per confermare di conoscere e apprezzare l' attività svolta da Macro in questi anni, in un grande sforzo di apertura del museo a tutta la città e non solo agli appassionati dell' arte contemporanea. Giovanni Giuliani Presidente Macro Amici Seguono 140 firme di artisti, critici d' arte e curatori, galleristi, collezionisti e amici del museo Hayek e il liberalismo Nel ringraziare Antonio Carioti per il suo riferimento al mio saggio su Hayek nel prossimo numero di Filosofia politica (Corriere, 19 luglio), vorrei precisare che per comprendere il Novecento, è poco efficace la divisione netta tra il Male (totalitarismi stalinista e nazista) e il Bene (un liberalismo monolitico e indistinto), alla maniera del grande pensatore austriaco. Il liberalismo è un fenomeno più complesso di quanto ritenesse il «liberale» Hayek. Un autore che rifiutava il suffragio universale, la meritocrazia, i diritti sociali delle donne, uno Stato che garantisse la «parità di condizioni di partenza»; uno che riteneva la Dichiarazione universale dei diritti dell' uomo un parto della rivoluzione comunista. Tutte conquiste che oggi, in epoca di scontro di civiltà, rivendichiamo con orgoglio, ma che non si sarebbero mai realizzate se avessero prevalso le tesi del liberale Hayek. Sono stati gli esponenti di un altro liberalismo (Rawls, Dewey, Kelsen e, perfino, Popper), tranne quest' ultimo tutti violentemente combattuti da Hayek, ad aver costruito l' identità delle democrazie occidentali di cui oggi andiamo fieri. Paolo Ercolani Istituto di Scienze Filosofiche e Pedagogiche Università di Urbino D' accordo sul fatto che il liberalismo non è monolitico, anzi estremamente conflittuale al suo interno. Ma mi sembra innegabile che i moniti di Hayek contro lo statalismo, quello totalitario ma anche quello assistenziale, abbiano contribuito a forgiare l' attuale identità dell' Occidente. Antonio Carioti L' olio d' oliva extravergine Un lettore ha evidenziato giustamente (Corriere, 23 luglio) come alcuni prestigiosi marchi oleari toscani siano finiti in mani straniere (spagnole nella fattispecie citata). Non è una grande novità purtroppo, anche se pochi forse sanno che in realtà l' olio toscano al 100 non esiste sostanzialmente in commercio da tempo. La produzione di quella regione è molto limitata e chi lavora l' olio lo fa per sé e per pochi clienti particolari. L' olio d' oliva extravergine in commercio in Italia è in grandissima parte di provenienza estera, anche se in alcune regioni come la Puglia la produzione è ancora vivace e di ottima qualità, ma i costi sono troppo elevati. Mauro Lupoli, Milano