Dimenticate gli spazi amplissimi di piazza dell' Unità d' Italia, dimenticate i moli, dimenticate il castello di Miramare, dimenticate le memorie della civile Austria e le architetture pacate, ritmiche che fanno della Trieste lungo il mare una città affascinante. Dimenticate tutto questo perché Trieste è anche molto altro e va rivista, riscoperta, alla luce di una lunga storia. E basta salire un poco, verso San Giusto e verso il Castello, per incontrarla. Cominciamo dalla città romana della quale, salendo verso il monte, si ritrovano importanti tracce, come il teatro romano della fine del I d.C. e degli inizi del II secolo, addossato alla collina secondo il modello greco, che mostra ancora importanti resti della scena a cinque porte. Non basta: nella zona della piazza San Silvestro, una chiesa del secolo XI, vediamo un arco a un solo fornice, detto Arco di Riccardo che si data al 33 a.C., al tempo di Ottaviano prima che diventasse imperatore: è un testo importante il cui nome deriva probabilmente da Cardo, l' asse nord-sud della città. Saliamo ancora in direzione della chiesa di San Giusto e scopriamo la basilica romana che, in origine, era 88 metri per 24 circa, con 28 colonne e che aveva porticato interno e sculture di cui restano frammenti. Ma forse il luogo dove meglio si apprezzano le stratificazioni del tempo romano e di quello paleocristiano e quindi romanico è la grandiosa, complessa costruzione del San Giusto la cui storia dobbiamo ripercorrere proprio come introduzione alla mostra che vediamo nel trecentesco Castello lì accanto. Dunque in principio, qui a San Giusto, c' era un propileo, una struttura del I d.C. con doppio avancorpo e una gradinata sottostante; infatti proprio dentro il campanile che ingloba i propilei vediamo il basamento, quattro colonne e anche una trabeazione con grifoni alati e putto ed altri pezzi scolpiti. Il campanile, che viene costruito dal 1337 da Randolfo de' Baiardi e concluso nel 1343, è una camicia di pietra che avvolge l' originario campanile romanico dei primi del XII secolo che a sua volta riutilizza i resti del propileo romano; infatti proprio sul lato del campanile vediamo fregi romani reimpiegati, uno con girari e quattro con armi. Ma il puzzle più complesso resta proprio quello della grandiosa chiesa a cinque navate che sta dietro la torre. In collegamento con i propilei dunque vi era nel VI secolo una basilica paleocristiana legata alla tradizione di quelle aquileiati, poi distrutta e sostituita a metà secolo XI, come mostrano anche i capitelli conservati, dalla chiesa dedicata a Santa Maria Assunta che oggi coincide con le due prime navate dalla sinistra entrando. Dall' altro lato della basilica, staccato, contemporaneamente sorge il sacello di San Giusto, in origine un edificio a pianta centrale, quindi un martirium, poi allungato in senso basilicale. Dunque a metà secolo XI vi erano due chiese a tre navate parallele, probabilmente una basilica doppia, con rituali diversi nelle diverse fasi dell' anno. Nel ' 300 le due navate minori, sud dell' Assunta e nord del San Giusto, sono abbattute e si crea una enorme navata mediana che modifica lo spazio delle due basiliche del secolo XI. Ma è proprio nelle vecchie basiliche che dobbiamo scoprire importanti resti soprattutto musivi che ci fanno capire la ricchezza e gli scambi culturali della Trieste del tardo secolo XI e del primo XII. Dunque nell' abside della chiesa della Assunta domina un mosaico, che si data al primo decennio del secolo XII, con la Assunta Angeli e Apostoli, mosaico fortemente legato alla rinascita ellenistica bizantina. Dall' altra parte nella chiesa di San Giusto ecco un grandioso Cristo benedicente fra i Santi Giusto e Servolo, sempre degli inizi del XII secolo, che si collega ai mosaici del transetto destro del San Marco a Venezia. In basso, lungo l' abside, sopra il sedile, vediamo sei colonnine con capitelli del IX secolo di riuso che inquadrano le Storie di San Giusto, affreschi del 1230-40 che mi sembra si colleghino da una parte a quelli del Palazzo della Ragione a Mantova; questi affreschi sono gli antecedenti di quelli del 1268-70 del Battistero di Parma. Dopo la mostra propone un percorso affascinante che fa capire intrecci complessi, come quelli della pittura legata a Paolo Veneziano del trittico di Santa Chiara (1328-30). Vediamo poi echi della pittura di Vitale da Bologna nel San Cristoforo e nel Santo vescovo della cattedrale di San Giusto mentre le importanti Storie di San Giusto ora staccate rappresentano la vita del Santo con uno stile bel diverso da quello degli affreschi duecenteschi che abbiamo appena ricordato: siamo attorno al 1370-80 circa e cogliamo motivi complessi, citazioni dal Giotto degli Scrovegni ma anche da Altichiero e da Avanzo padovani. Molte le scoperte, una fra tutte andrà citata, la decorazione figurata degli Statuti triestini del 1350 con centinaia di rubriche e di immagini, uno spaccato della società del tempo, con Giudice, Rettore, Cancelliere, Podestà, Banditore, ma anche Guardia notturna, Guardia alle porte, Capitano delle milizie, Segatore di fieno, Boscaiolo, Salinaio, Pescivendolo, e via elencando: ecco dunque il ritratto di una civile Trieste di metà ' 300 che Enrica Cozzi fra breve pubblicherà per intero. Un problema ancora aperto? Il Velum di San Giusto, una seta tessuta e dipinta a tempera dai due lati, che si collega alle icone musive al San Marco a Venezia; si tratta di un testo di altissima qualità, ellenizzante, dunque di un magister forse costantinopolitano, da datare attorno al 1230 circa. LA GUIDA «Medioevo a Trieste. Istituzioni, arte, società nel ' 300» si svolge dal 30 luglio al 25 gennaio nel Castello di San Giusto (nella foto a destra), a Trieste. Orari: 9-19 da aprile ad ottobre; 9-17 da novembre a marzo. Chiuso 11, 61, 25 e 2612. Biglietti: intero 5 , ridotto 3,50 . Info e prenotazioni: 040.309.362. Il Catalogo (Silvana Ed, 192 pag) costa 30 I PERCORSI Sono più di un centinaio gli itinerari «dalla A alla Z» promossi con la mostra «Medioevo a Trieste» per svelare i segreti della città. Per agevolare le visite dei musei si può scegliere fra diversi tipi di card con possibilità di abbonamenti annui, sconti per famiglie e facilitazioni per il weekend. I prezzi variano da 7 a 50 . Info: 0406754850 L' iniziativa Musei, libri, zone verdi Cento itinerari da vivere Trieste com' era ai tempi del Patriarcato di Aquileia, dei conti di Gorizia, della Repubblica di Venezia e dei duchi d' Austria: la racconta la mostra «Medioevo a Trieste. Istituzioni, arte, società nel ' 300», organizzata dal 30 luglio al 25 gennaio 2009 nel Castel San Giusto, a Trieste, in occasione della fine dei restauri dell' antica fortezza simbolo della città. La rassegna è una «fotografia» del tempo attraverso opere d' arte, planimetrie, monete, codici, lettere diplomatiche, ori, armi, suppellettili, registri delle pubbliche amministrazioni e tanto altro ancora. Ma quella medioevale è soltanto una delle tante anime di Trieste: esistono infatti anche la Trieste romana, napoleonica, asburgica, irredentista, del Novecento, e poi la città letteraria, scientifica, delle comunità religiose. E per conoscere i suoi mille volti è nata, con la mostra, l' iniziativa «Trieste iPercorsi dalla A alla Z.... passando per i Civici Musei». Il progetto offre al turista la possibilità di scegliere fra decine di itinerari centrati sui temi più diversi: acqua dolce (con visite agli antichi acquedotti, alle fontane, agli stagni e ai piccoli ruscelli che scendono lungo le stradine di alcuni rioni), archeologia industriale (qui si potranno vedere i pontili mobili per passeggero e la gru ad acqua, o la struttura del civico Museo della Risiera di San Sabba), dimore borghesi e principesche (per scoprire anche i reperti lapidei della villa romana di Barcola), chimere (forse non tutti sanno che nei resti romani all' interno del campanile della cattedrale di San Giusto ci sono due mostri alati con corpo di leone). E ancora, si potranno esplorare il mondo dei fossili, quello dei libri antichi, o delle ceramiche, dei vetri e dei metalli, ma anche l' universo di Joyce e di Saba. L' ultimo itinerario, il numero 115, è dedicato alle zone verdi della città.
Corriere della Sera
26 Luglio 2008
✓ Entità verificate
Un' altra Trieste. in viaggio fra arte e società del Trecento. La città dai mille volti scopre il Medioevo
AR
Arturo Carlo Quintavalle
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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