Il progetto La Regione e i Comuni di Monza e Milano incontrano Bondi per la firma dell' intesa. «Ora necessari gli investimenti privati» Vertice a Roma sul futuro della reggia. «Nasce il consorzio di gestione che porta all' Expo» Avvio dei lavori dal 2009. Il soprintendente: «Ci sono le basi del rilancio». L' assessore Zanello: rispettati gli impegni L' intesa è scritta. Sarà un consorzio di gestione e non una fondazione ad hoc a guidare il rilancio della Villa Reale di Monza. Mercoledì: vertice di governo. Sandro Bondi, ministro ai Beni culturali, riceve Regione e Comuni di Monza e Milano per la firma dell' accordo: «Gettiamo le basi della rinascita». La prospettiva, da dossier Expo, è mettere la reggia sabauda al centro dell' esposizione del 2015. Servono soldi, almeno 111 milioni di euro. Il progetto preliminare di restauro è lì dal 2004 ed è stato ripresentato ieri l' altro: «Una volta approvato non faremo fatica a trovare investitori privati interessati». Non è un dettaglio: il ministero ha assicurato fondi propri, senza però quantificarli. Altri sponsor restano «fondamentali». L' aveva detto il mese scorso: «Il ministro Bondi mi ha assicurato il suo interesse, riunirà il tavolo a breve». Il tavolo s' è aperto e s' è chiuso, la Soprintendenza lombarda ha sconsigliato la fondazione e indicato come modello Venaria Reale (Torino). Riqualificazione rapida con strumenti snelli. Ora, l' assessore del Pirellone alla Cultura, il leghista Massimo Zanello, è particolarmente soddisfatto: «Il governo ha mantenuto gl' impegni, indicato un ente unico di gestione - necessario - e assicurato il suo sostegno economico dal 2009 al 2011». La rinascita della reggia sabauda è una storia di false partenze. Stato, Regione e Comuni si dividono la proprietà di Villa e parco. Un cantiere infinito. Il progetto di restauro complessivo (studio Carbonara) ha vinto il concorso nel 2004 e non ha mai avuto copertura finanziaria (vedi i 111 milioni). «Noi abbiamo fatto la nostra parte, restaurando le nove stanze (di proprietà del Pirellone, ndr), i musei, gli appartamenti di re Umberto I e della regina», sottolinea il soprintendente Alberto Artioli: «Le sale dovrebbero riaprire al pubblico a settembre». Il tesoro di Monza resta invece nascosto, confinato nel caveau della Villa. Sepolto. Mille e ottocento pezzi tra tele e sculture, 13 mila tra stampe e incisioni. «Sono lì dal 1984, da quando è stata chiusa l' ala nord», ha ricordato Gigi Caregnato, presidente dell' associazione Amici dei musei. Un patrimonio fantasma da quasi 25 anni. Troppi. L' assessore monzese alla Villa si chiama Pierfranco Maffè: «Firmiamo un accordo quadro, che va ampiamente riveduto e corretto», oltre che approvato da tutte le istituzioni coinvolte nel recupero. Scommette, Maffè, che la (nuova) reggia potrà quanto meno autofinanziarsi, se non addirittura produrre ricchezza. Ma è nervoso. Tre giorni fa, alla presentazione del progetto, Milano non ha mandato nemmeno un delegato: «Questa è un' occasione importante per tutti». Tutti d' accordo?