Inaugurazione ai Cantieri culturali. Antinoro però frena Sarà questa la volta buona per far riprendere il volo ai Cantieri culturali della Zisa? Simbolo della Primavera di Palermo, luogo dove la cultura aveva scommesso per vincere, negli ultimi anni il complesso industriale si è andato trasformando in un cumulo di macerie, immondizie e mattoni. Ieri mattina il sindaco Diego Cammarata e lassessore alla Cultura, Mario Milone, hanno inaugurato la struttura che ospiterà la vagheggiata sede siciliana della scuola di cinema nazionale, i cui lavori sono iniziati nellottobre 2005. Finanziata con otto milioni e 850 mila euro di Agenda 2000, la scuola sorgerà nei padiglioni 6, 15 e 16 delle ex Officine Ducrot. Intonaco fiammante quello del padiglione 6, costruito negli anni Venti. Capannone che ha ancora le sembianze di una serra: limpianto di climatizzazione entrerà in funzione solo quando la struttura sarà completata. Il capannone ospiterà due aule per lattività didattica, un teatro di posa, una sala visione, una sala cinematografica, un laboratorio fotografico. Al centro, una piramide di vetro-metallo trasparente è una rivisitazione in chiave moderna dellarchitettura araba. Ancora poche le certezze sullorganizzazione della scuola di cinema. Se il sindaco dice che ad avviare le attività didattiche saranno la Regione e una fondazione costituita ad hoc, lassessore regionale ai Beni culturali, Antonello Antinoro, rilancia: «Fino a oggi non è stata data esecutività alla convenzione sottoscritta dal presidente della Regione e dal presidente della Scuola nazionale di cinema, Francesco Alberoni». Il padiglione 16 comprende una sala cinematografica con 480 posti e una sala multimediale con apparecchiature in stile hi-tech. Mentre il capannone 15 racchiude otto ambienti destinati alle botteghe artigiane. Dietro lintonaco fiammante degli ultimi interventi, allesterno cè ancora tanto da fare. Labbandono e il degrado regnano sovrani. Sono stati stanziati 700 mila euro per rimettere a nuovo i viali e tirare a lucido le aree adiacenti ai capannoni della scuola. Quella che aspira ad essere la cittadella culturale dovrebbe ospitare nel capannone 19 un "Museo mediterraneo darte contemporanea": i lavori - avviati nel maggio 2006 - sono costati quattro milioni e 700 mila euro. Duemila metri quadrati con attrezzature mobili per la sistemazione di quadri e sculture: anche in questo caso, però, nessuna data certa di apertura.