Non si placa la polemica sul piatto etrusco andato in frantumi al museo Guarnacci. I custodi del museo, a cui all'inizio erano state indirettamente attribuite le responsabilità dell'accaduto, ora intervengono. L'antico piatto, il cui valore era testimoniato anche da un'iscrizione etrusca, sarebbe caduto dalla teca di vetro che lo conteneva a seguito di vibrazioni causate dalla caduta accidentale di un apparecchio elettronico sostenuto da un tecnico di Volterrateatro. È quanto emerge dalla replica di Umberto Bavoni e Marzia Bello, in servizio al museo il giorno dell'incidente. Sull'episodio interviene ora la Sovrintendenza Archeologica, attraverso la dottoressa Annamaria Esposito. «Il personale di custodia risulta essere completamente estraneo ai fatti in questione», sottolinea Esposito in una nota inviata agli organi competenti. La comunicazione è una «doverosa precisazione» che, oltre a scagionare gli operatori, ne sottolinea la competenza e dedizione che permettono di mantenere aperto il museo undici ore al giorno. L'attenta lettura delle dichiarazioni delle testimonianze dei presenti avrebbe portato la Esposito ad affermare che la dichiarazione iniziale del direttore reggente del museo Alessandro Furiesi «non corrisponde alla reale dinamica dell'incidente». Il piatto intanto (valore assicurativo fra 150 e 200mila euro) attende di essere restaurato, ma pare non versare in buone condizioni. Sono cinque i frammenti più grandi, molto più numerose le schegge, di cui alcune non sarebbero non più recuperabili. Da un primo esame sembrerebbero evidenti «lacune non integrabili», sostiene la Soprintendenza. Per il futuro Esposito auspica che per accedere al museo si dovrà esibire regolare permesso rilasciato dalle autorità competenti. I controlli saranno maggiori, ma il problema di fondo sussiste. Il Guarnacci è "vecchio", soffre di problemi strutturali e di gestione. Un patrimonio di immenso valore, con criteri di esposizione e modalità di fruizione datati. Mentre altri musei puntano su tecnologie multimediali e su nuove acquisizioni di reperti, al Guarnacci tutto è fermo da anni. Da tempo si cercano nuove soluzioni. Le ipotesi vanno dal riuso degli stessi ambienti cambiandone la filosofia di fruizione al cambio di sede, ritenuta ormai poco funzionale (in lizza l'ex Conservatorio di San Pietro e secondo alcuni la Fortezza). Intanto al museo etrusco calano le presenze, scese da 100 a 75mila visitatori l'anno. Tra le ipotesi in ballo per la gestione del Guarnacci c'è anche quella centralizzata per l'intero sistema museale del territorio, avanzata anche dall'onorevole Costantino Belluscio. Marco Buselli
TOSCANA - VOLTERRA. La Soprintendenza difende i custodi. Polemica sul piatto etrusco rotto: solo entrate autorizzate al museo
Il piatto etrusco andato in frantumo al museo Guarnacci è stato oggetto di una polemica. I custodi del museo, inizialmente accusati, ora sostengono che l'incidente è stato causato da vibrazioni causate dalla caduta di un apparecchio elettronico. La Sovrintendenza Archeologica ha intervento e ha affermato che il personale di custodia è stato estraneo ai fatti. Il piatto attende di essere restaurato, ma sembra non essere in buone condizioni. La Soprintendenza ha affermato che ci sono lacune non integrabili e che il futuro del museo è incerto. Il Guarnacci è un patrimonio di immenso valore, ma soffre di problemi strutturali e di gestione.
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