Ma mancano i fondi per la parte interna La Pieve di Sant'Ansano è salva. La notizia è trapelata in questi giorni dalle stanze della Soprintendenza competente, dopo alcuni sopralluoghi di verifica delle opere di consolidamento realizzate nei mesi scorsi. L'intervento della Soprintendenza effettuato qualche mese fa ha prodotto dunque gli effetti sperati. «A oggi - ha affermato soddisfatto l'architetto Gabriele Nannetti - le problematiche legate ai movimenti e ai dissesti del terreno che avevano causato cedimenti strutturali sono state del tutto eliminate con l'intervento messo in atto. I lavori di consolidamento si sono conclusi e la messa in sicurezza del terreno di fondazione può dirsi completata. Abbiamo realizzato una serie di pali di fondazione in cemento e materiali speciali fino alla profondità di 20 metri sul lato absidale, per scongiurare il possibile crollo della struttura. I problemi di cedimento sono stati finalmente risolti». Risolti problemi antichi. I problemi di stabilità della Pieve di Sant'Ansano in Greti nella zona absidale, originati da movimenti franosi del terreno dalla natura argillosa, risalgono a tempi antichi; quando arrivarono i certosini nel 1478 infatti, demolirono l'abside semicircolare tipicamente romanica sostituendola con una scarsella rettangolare più ampia, idonea anche per alloggiare gli stalli del pregevole coro ligneo cinquecentesco (ancora oggi presente) nei quali sedevano i frati durante le funzioni religiose. Qualche anno fa, dopo i numerosi restauri del dopoguerra e l'ultimo degli anni Settanta, ricominciarono ad allargarsi le crepe presenti nella muratura della scarsella; pian piano, con il trascorrere degli anni, il movimento franoso, inarrestabile, ha prodotto delle fratture sulle quali è divenuto necessario intervenire. L'intervento, iniziato dopo numerosi appelli da parte di enti, cittadini e giornali, è stato progettato interamente e messo in atto dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio per le province di Firenze, Pistoia e Prato, proprio sotto la supervisione dell'architetto Gabriele Nannetti, funzionario responsabile di zona che ha progettato e diretto i lavori. Lo sforzo economico sostenuto dalla Soprintendenza è stato notevole, visti anche i continui tagli di finanziamenti (di ogni colore politico) da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la conseguente sempre più esigua disponibilità di fondi, in rapporto alle necessità dell'immenso patrimonio artistico ed architettonico da proteggere e salvaguardare dislocato sul nostro territorio. Il Ministero ha investito infatti quasi 150mila euro nella delicata operazione di salvataggio della millenaria pieve. L'appello ai privati. «Le strutture in cemento armato - ha proseguito Nannetti - i muri di contenimento sostenuti dalla palificazione sotterranea, nella parte in cui emergono fuori terra dovrebbero essere rivestiti in pietra arenaria locale, come da progetto, per rendere esteticamente gradevole l'intervento. Purtroppo mancano i soldi, circa 40mila euro, per realizzare il rivestimento e la sistemazione superficiale del resede. Facciamo appello alle istituzioni e ai privati, alle banche come alle fondazioni, a tutti coloro che tengano particolarmente a sostenere la cultura. La somma necessaria non è alta, e la nostra Soprintendenza è aperta alle collaborazioni con i privati volenterosi di sponsorizzare operazioni di questo genere». I restauri interni. Per i restauri ed i consolidamenti da realizzare all'interno della pieve invece, serviranno oltre 500mila euro, una cifra ben diversa. Una somma che, allo stato attuale, potrebbe essere reperita soltanto con una forma di collaborazione fra pubblico e privato. Ed è lo stesso architetto Nannetti a rilanciare l'idea: «Nei restauri di alcune facciate di Palazzo Pitti a Firenze siamo riusciti a trovare forme di collaborazione con privati che hanno consentito di reperire somme importanti. Naturalmente il privato ha agevolazioni fiscali di vario genere e la sponsorizzazione può costituire un elemento pubblicitario notevole e veicolo per un ritorno d'immagine molto vantaggioso». L'importante però, è che per adesso la pieve sia salva. Paolo Santini
TOSCANA - VINCI. Fondamenta sistemate salva la pieve di S. Ansano
La Pieve di Sant'Ansano in Greti è stata salvata grazie a un intervento della Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio per le province di Firenze, Pistoia e Prato. L'intervento ha prodotto gli effetti sperati, eliminando le problematiche legate ai movimenti e ai dissesti del terreno che avevano causato cedimenti strutturali. I lavori di consolidamento si sono conclusi e la messa in sicurezza del terreno di fondazione può dirsi completata. Tuttavia, mancano i fondi per la parte interna della pieve, che richiedono oltre 500mila euro per i restauri ed i consolidamenti.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo