Il sopralluogo della polizia dove è morta Veronica Il pm ha assistito allaccensione delle luci installate dalla Silfi Il piano sicurezza del Forte del Belvedere faceva acqua, soprattutto alla luce di quanto era accaduto il 3 settembre 2006, quando Luca Raso, un turista romano di venti anni, precipitò da uno dei bastioni. E la convinzione degli investigatori della squadra mobile che hanno ricostruito la tragica morte di Veronica Locatelli, caduta nel vuoto la notte fra il 15 e il 16 luglio mentre festeggiava al Forte il suo trentasettesimo compleanno. Una convinzione che è rimasta tale al termine del sopralluogo compiuto martedì notte al Forte dal pm Concetta Gintoli. Accompagnata dagli investigatori della squadra mobile e dagli esperti della polizia scientifica, la dottoressa Gintoli è arrivata al Forte alle 20,30, quando cera ancora luce, e ha potuto assistere alla accensione automatica e graduale delle luci installate dalla Silfi via via che scendeva la notte. Lintero sopralluogo è stato filmato e fotografato. Quando è arrivato il buio, sono state eseguite numerose prove di luce, accendendo e spegnendo i fari che illuminano la fortezza, e in particolare il riflettore che doveva gettare luce sul bastione da cui è precipitata Veronica. E stato riprodotto il percorso seguito dalla ragazza per ricongiungersi con i suoi amici proprio in un momento di particolare oscurità, dato che erano stati spenti i sei fari, non si sa per iniziativa di chi, forse per consentire la proiezione di diapositive. E possibile che il buio abbia ingannato Veronica, che ha trovato il camminamento sbarrato da una transenna, ha intravisto delle fronde oltre il parapetto del bastione e ha creduto che si trattasse di un prato, mentre erano i rami degli alberi del sottostante giardino di Boboli. E salita sul parapetto, credendo di poter raggiungere gli amici attraverso il prato, e invece è precipitata nel vuoto. La sua tragica fine ha, secondo la polizia, un insieme di concause. Oltre alla oscurità, una certa carenza di vigilanti: pare che quella sera, con il Forte pieno di gente, non fossero sufficienti. E la messa in sicurezza dellantica fortezza non sembra essere stata attentamente perseguita in questi anni, sebbene la tragica morte di Luca Raso avrebbe dovuto suggerire un impegno più stringente. Per sua stessa natura, il Forte è stato progettato per ingannare chi non lo conosce, per presentare al «nemico» ogni sorta di tranello. La sua conversione in luogo di pace, di passeggiate, di mostre e di incontri conviviali avrebbe richiesto un sovrappiù di precauzioni. Come quella, autorizzata già nel 2005 dalla Soprintendenza, di installare una ringhiera per alzare i parapetti di venti centimetri, portandoli allaltezza di un metro. Ma nel punto in cui due settimane fa è precipitata Veronica, non lontano da dove del 2006 era caduto nel vuoto Luca Raso, la ringhiera non cera.
FIRENZE - La sicurezza al Forte "faceva acqua"
La polizia ha condotto un sopralluogo al Forte del Belvedere, dove è morta Veronica Locatelli, caduta nel vuoto la notte del 15-16 luglio. Il pm Concetta Gintoli ha assistito all'accensione delle luci installate dalla Silfi e ha eseguito prove di luce per ricongiungere il percorso seguito dalla ragazza. La sua tragica fine è stata causata da una combinazione di fattori, tra cui l'oscurità, la carenza di vigilanti e la mancanza di precauzioni nella messa in sicurezza dell'edificio. La ringhiera per alzare i parapetti non era stata installata nel punto in cui Veronica è caduta.
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