E per il neocommissario subito la grana del Fondo previdenziale Già la prossima settimana la visita del nuovo responsabile dellente lirico Su indicazione del Comune sarà affiancato da un collaboratore che conosce Genova È già pronto sulla scrivania del ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi il decreto che nomina Giuseppe Ferrazza commissario straordinario. Bondi lo firmerà domani. A metà della prossima settimana Ferrazza sarà a Genova, ma la sua sarà una visita lampo, per le presentazioni e linsediamento ufficiale. Il lavoro operativo comincerà solo a fine agosto, quando il commissario prenderà possesso del proprio ufficio e comincerà ad esaminare il lunghissimo dossier formato dalle questioni aperte al Teatro dellOpera. La notizia nuova è che Ferrazza sarà affiancato da un vicecommissario, un suo uomo di fiducia che lo aiuterà nel suo difficile compito. Alla corposa lista di problemi si è unito anche quello creato dalla sentenza del Tribunale del Lavoro che chiama la Fondazione Carlo Felice a rispondere in solido alle spettanze vantate da una settantina di dipendenti nei confronti del Fondo di previdenza integrativa aziendale. Si tratta di quella parte di "creditori privilegiati" ai quali era stato riconosciuto un riparto parziale pare al 26 delle somme vantate. Un gruppo di dipendenti aveva deciso di fare causa alla Fondazione e con il patrocinio dellavvocato Carlo Raggi aveva intrapreso unazione civile. La preoccupazione più grande per gli amministratori del Teatro dellOpera è ora che il buco di quasi cinque milioni che si aprirà nelle casse della Fondazione se la sentenza sarà confermata in appello si allarghi a dismisura. È probabile infatti che anche gli oltre duecento dipendenti che erano nelle condizioni dei ricorrenti ma che non hanno fatto causa, ora ricorrano alla magistratura civile. Se questo accadrà e il giudice darà ragione anche al secondo gruppone di dipendenti, in quel caso il buco si allargherebbe in maniera forse irreparabile. Ma non basta. In ballo cè anche la causa avviata dal commissario liquidatore del Fondo, Ermanno Martinetto, il quale intende in questo modo recuperare 8,6 milioni di euro per linsolvenza del Fondo. Daltra parte la vicenda estremamente complessa legata al crack del Fondo e alla sua liquidazione decisa quattro anni fa comporta una serie infinita di controversie e di cause civili e penali. Recentemente lex sovrintendente Nicola Costa è stato assolto dalle accuse che lo chiamavano in causa. Ma fatta salva la buona fede dei protagonisti, cè indubbiamente da registrare una leggerezza amministrativa che ha portato il Fondo integrativo a chiudere la sua esistenza dopo poco più di trentanni di attività in modo traumatico. Ora larrivo del Commissario potrà forse aiutare a trovare una qualche forma di accordo che ponga la parola fine a tutte le controversie legali. Daltra parte in più occasioni il sindaco Marta Vincenzi ha dichiarato che stava cercando di arrivare a una transazione che chiudesse la delicata vicenda. Ma finora nessun tipo di accordo è stato possibile. Da parte loro i sindacati hanno sempre accusato il consiglio damministrazione della Fondazione di avere sottovalutato il rischio che il Tribunale desse ragione ai dipendenti. E di avere evitato di accantonare in bilancio fondi di riserva per far fronte ad eventuali problemi giudiziari. Quando saranno note le motivazioni della sentenza del Tribunale del Lavoro il commissario straordinario dovrà valutare se presentare appello contro la sentenza. È molto probabile che questo avvenga. Anche perché questo permetterebbe di avere a disposizione altro tempo per cercare di trovare una soluzione concordata al grave problema del Fondo.