Settima di protesta, e di aperture a singhiozzo, nei musei statali fiorentini. Si comincia oggi con le gallerie del complesso di Palazzo Pitti (Giardino di Boboli, Galleria Palatina, Museo degli Argenti, Galleria del Costume) che resteranno chiusi dalle 8.30 alle9.30 e nel pomeriggio dalle 18 alle 19. Le Rsu e i sindacati confederali si mobilitano contro «la politica dei tagli di Tremonti-Brunetta-Bondi», e avviano una serie di assemblee in orario di lavoro, con volantinaggio davanti alle varie sedi museali per sensibilizzare il pubblico dei visitatori. Domani toccherà alla Galleria degli uffizi, al Museo nazionale del Bargello e di Palazzo Davanzati, che apriranno un'ora più tardi, alle 9.30. Il 31 luglio sarà ancora chiusa la Galleria degli Uffizi, dalle 19 alle 19. Quindi il 1 agosto chiuderanno dalle 8.30 alle 9.30 per il primo turno e dalle 18 alle 19, la Galleria dell'Accademia, il Museo di San Marco, le Cappelle Medicee e i Cenacoli. «Firenze parte per prima e guida la mobilitazione nazionale che toccherà anche altre città e tutti i musei» spiega Enzo Feliciani della Uil. La protesta è contro i tagli dei fondi che, spiegano i responsabili sindacali e i rappresentanti delle Rsu« da qui al 2011 saranno di 1,2 miliardi di euro. Questo significa che archivi, biblioteche, aree ar-cheologiche e musei non saranno più visitabili per riduzione di personale e che non ci saranno più soldi da destinare al restauro, alla manutenzione e alla conservazione dei beni culturali». Un giro di vite disastroso, che prevede tagli pesanti anche alle missioni degli ispettori che devono tutelare il territorio e il paesaggio, e allontana anche la possibilità di assunzioni sia di nuovo personale che dei precari. «I lavoratori rifiutano la politica dei tagli scrivono in un documento i rappresentanti dei dipendenti e di svendita del nostro patrimonio culturale, si mobilitano contro la chiusura del Mibac- ministero dei beni culturali, e la trasformazione degli istituti in Fondazioni».