«IL 90 in meno sul fabbisogno previsto per le persone e stimato nei dati di esercizio del 2007 e un 33. ancora in meno, sulle ore di producibilità di energia; siamo al di sotto delle 1500 ore minime annuali. Questa è la fotografia di quanto ha reso, in termini energetici, il Parco eolico di Scansano». A parlare con il Secolo XIX è Maria Rita Signorini, consigliere nazionale e responsabile per l'energia eolica di Italia Nostra, una donna che si è battuta contro le pale a vento nel cuore della Maremma. Italia nostra, tra l'altro, come ha fatto il viticoltore Jacopo Biondi Santi, ha presentato un suo ricorso contro la decisione della Regione Toscana di appoggiare il progetto dell'impianto eolico. «Il motivo - sottolinea la Signorini - è che per trovare il vento bisogna andare sui crinali, dove sorgono i borghi toscani, risorsa turistica ed economica nazionale, e noi pensiamo che il nostro Paese non sia adatto alla energia eolica. Considerando, come si dice in Toscana, che da noi ovunque vai sono cipolle, cioè il paesaggio è talmente bello da tutte le parti, beh ferirlo è un delitto. Vede, le pale di Scansano sono quasi sempre ferme, addirittura nel febbraio scorso una ha perso una punta finendo nel campo di un contadino a causa di un fulmine. Quanto alla produzione di energia ricavabile con il vento, i dati che le ho citato parlano da soli». Carlo Ripa di Meana, presidente di Italia Nostra - parlando con il nostro giornale - sottolinea «che una sentenza del Consiglio di Stato non può essere disattesa. Vede - avverte - i più ciechi promotori del fattaccio, da Legambiente alla regione passando per la provincia di Grosseto ed il comune di Scansano, ai miei occhi sono colpevoli di aver spietatamente insistito per realizzare ciò che non si doveva fare. La sentenza è una cocente sconfitta che pesa anche sulla politica, altro che. Non si può sfregiare il panorama italiano, che è un patrimonio dell'umanità, e noi ci attiveremo in ogni sede perché la sentenza venga eseguita e non si trovino scappatoie come a volte capita nel nostro paese». Anche per questo, dal suo ufficio di Roma, Ripa di Meana si sta muovendo per sollevare all'attenzione della politica nazionale e del Governo quello che definisce 'Terrore dell'eolico". «E' venuto il momento - spiega - di porre il problema al Governo Berlusconi e noi lo faremo. Al ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, visto che quel ministero ha il compito di mettere a punto le regole di tutela, un lavoro che era stato avviato sul finire dei mandato pure da Pecoraro Scanio. Ma soprattutto al ministro dei Beni culturali Sandro Bondi. Sulla bellezza della nostra Italia è lui che ha il vincolo di proteggerla. Il Governo non potrà fare spallucce. Già i ministri Giuliano Urbani, che ebbe l'idea del codice a proposito del paesaggio italiano, ed i successori Francesco Rutelli e Rocco Bottiglione hanno lavorato in passato. Si tratta di riprendere un discorso interrotto. Vede l'eolico è una energia, almeno in Italia, completamente (o quasi) sovvenzionata con soldi pubblici, intermittente visto il poco vento, e nei comuni che hanno ospitato i parchi eolici, da nord a sud, non ci sono risorse finanziarie accantonate o disponibili per tornare allabel-lezza originaria del paesaggio prima che venisse sfregiato dalle pale. A Bondi parleremo anche di questo".
TOSCANA - E UNA FONTE CHE NON RENDE E SFREGIA IL PAESAGGIO
Il Parco eolico di Scansana, in Toscana, non ha raggiunto le 1500 ore minime annuali di producibilità di energia eolica, come previsto. Questo ha portato la Regione Toscana a presentare un ricorso contro la decisione di appoggiare il progetto. Maria Rita Signorini, consigliere nazionale di Italia Nostra, ha espresso la sua opposizione al progetto, affermando che le pale di Scansana sono state installate in un luogo strategico, dove il vento è più forte, e che questo ha danneggiato il paesaggio toscano.
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