«Sono ad Aquileia per conoscere meglio il funzionamento della Fondazione, che secondo me è un modello virtuoso, da esportare nel resto del Paese per aiutarlo e sostenerlo negli sforzi che si stanno compiendo, attraverso la collaborazione tra i diversi enti istituzionali per valorizzare al massimo il patrimonio culturale dell'Italia». Così ha sintetizzato lo scopo della sua visita il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi. Intenso il programma della sua giornata in Friuli, cominciata in perfetto orario, con la visita al museo archeologico. Ad accogliere il ministro c'erano i parlamentari Isidoro Gottardo e Carlo Monai, gli assessori regionale Roberto Molinaro e Vanni Lenna, quello provinciale Franco Mattiussi, il sindaco (che è anche presidente della Fondazione di Aquileia), Alviano Scarel, il presidente della Commissione cultura del consiglio regionale Piero Camber, e numerosi altri consiglieri regionali e i sindaci di Cividale Attilio Vuga e quello di Moggio Udinese, Ezio De Toni. Con loro anche il primo cittadino di Gorizia, Ettore Romoli. Ad accompagnare il ministro nella breve ma interessante visita al museo archeologico è stata la direttrice, Franca Maselli Scotti, la quale ha illustrato all'illustre ospite le varie sale mentre mentre è stato l'arcivescovo di Gorizia, monsi-gnor Dino De Antoni, a guidare il ministro alla scoperta della Basilica patriarcale. Incontrando poi i giornalisti il ministro Bondi ha ribadito le linee guida del suo mandato. «La tutela dei beni - ha spiegato - è giusto che rimanga in capo allo Stato attraverso il ministero e i suoi dipartimenti, ma la valorizzazione dei siti è cosa che vogliamo facciano le istituzioni locali ai vari livelli. Si tratta anche di legare questa azione con la promozione turistica delle singole realtà». Esperienza che deve essere presa a modello in quello che viene definito "il nuovo federalismo": «II federalismo di cui tanto si parla in questi mesi è innanzitutto la collaborazione e la cooperazione tra i diversi livelli istituzionali del paese, a partire dalle cento città storiche d'Italia - ha ribadito Bondi -. Non c'è altra scelta alla collaborazione. Si tratta di governare il Paese e pertanto la collaborazione e cooperazione è necessaria perché corrisponde con la realtà storica della nostra nazione». Il ministro ha poi ricordato di aver già incaricato i tecnici del suo dicastero che, già nelle prossime settimane, elaboreranno un "piano nazionale" dei siti più importanti da finanziare, tra i quali spiccano Aquileia e Pompei. «Ci sono 20 milioni di euro, in pratica il 50 per cento dei fondi di Arcus (l'agenzia interministeriale tra i dicasteri dei Beni culturali e delle Infrastrutture) a disposizione e proprio perché vogliamo evitare i "contributi a pioggia" come spesso accadeva in precedenza intendiamo focalizzare il nostro intervento su cose da fare in siti importanti. Anche perché in passato - ha aggiunto - alcuni importanti finanziamenti sono stati concessi a realtà che poi non hanno saputo neppure spendere. E questo che volgiamo evitare». Il ministro ha varie volte ribadito la necessità di cambiare i metodi puntando sulla promozione, dopo aver lavorato per molti anni per la conservazione e la tutela del patrimonio archeologico ed artistico del Paese.