II ministro Sandro Bondi, ieri ad Aquileia, è stato chiaro: basta contributi a pioggia, sostegno invece alle Fondazioni pubblico-private per la valorizzazione dei siti archeologici. Bondi ha visitato il Museo archeologico aquileiese, guidato dalla direttrice Franca Maselli Scotti, la basilica poponiana,accompagnato dall'arcivescovo di Gorizia, Dino De Antoni, e altri reperti del sito più importante dell'Italia del Nord. Nella sua intensa visita, ha spiegato: «I fondi per la cultura e la valorizzazione dei beni archeologici non bastano mai. L'Italia delle cento città d'arte - ha sorriso - è tutta un sito da conoscere». Il ministro per i Beni Culturali ha lanciato così la strategia per la valorizzazione del settore puntando sulla collaborazione pubblico-privata. «La tutela dei beni - ha precisato è giusto che rimanga in capo allo Stato, attraverso il ministero e i suoi dipartimenti. Ma la valorizzazione dei siti è cosa che vogliamo che facciano le istituzioni locali ai vari livelli». Bondi l'ha chiamato il «nuovo Federalismo», spiegando di aver raggiunto «il consenso unanime delle Fondazioni bancarie e delle più importanti imprese italiane». Insomma, la Fondazione pubblico-privata è la via obbligata da seguire. E qui, citando altresì ciò che è stato fatto per la reggia di Venaria, in Piemonte, e ciò che s'intende fare per la Villa reale di Monza, ha portato proprio l'esempio di Aquileia, con la sua Fondazione alla quale partecipano lo Stato, la Regione Friuli-Venezia Giulia e il Comune del Basso Friuli. L'ha definita «modello virtuoso da imitare». Ad Aquileia, dunque, il ministro ha prennunciato il progetto nazionale per i più importanti musei e le aree archeologiche italiane. Ha ricordato di aver già incaricato i tecnici del ministero, che nelle prossime settimane elaboreranno un «piano nazionale» dei siti da finanziare. Dei 40 milioni di euro disponibili per la cultura, metà saranno destinati al progetto di valorizzazione dei musei e dei siti archeologici. «Ci sono 20 milioni di euro a disposizione - ha infatti spiegato Bondi - e proprio perché vogliamo evitare i contributi a pioggia degli anni scorsi, intendiamo focalizzare il nostro intervento sui siti più importanti». Quante risorse economi-che arriveranno ad Aquileia e alle altre località del Friuli Venezia Giulia, Trieste, Cividale e Grado in primis, non è possibile stabilirlo. Tutto e demandato al consigliere del ministero per 1 archeologia, docente dell'Università di Padova, Francesca Ghedini, che entro i primi di settembre predisporrà un piano dettagliato. Il ministro, ieri, accolto tra gli altri dal presidente della commissione regionale Cultura, Piero Camber, i consiglieri regionali Gottardo, Lenna, Molinaro, nonché gli assessori provinciali al Turismo, Mattiussi, e alla Cultura, Lizzi, si è anche interessato della città lon-gobarda di Cividale, che dovrebbe entrare a far parte del patrimonio dell'Unesco («mi impegno affinché questo possa accadere nella prossima sessione dell'Unesco a Parigi»). Ha avuto anche un incontro con il sindaco di Cividale, Attilio Vuga. Assicurazioni anche al sindaco di Gorizia, Ettore Romoli. Il ministro Bondi s'è soffermato anche sull'aspetto politico. Il Partito delle Libertà, ha dichiarato, nascerà prima delle prossime europee del 2009. «Sono entusiasta del lavoro che Forza Italia e Alleanza Nazionale stanno facendo - ha aggiunto -. C'è bisogno di un partito liberale e riformista di massa che potrà costituire la questione fondamentale per rendere possibile anche in Italia una democrazia finalmente normale». Bondi ha elogiato il lavoro di Denis Verdini e del ministro Ignazio La Russa, coordinatore di Fi il primo e reggente di An il secondo: «Sono fiducioso che questi due partiti possano realizzare un progetto ambizioso. C'è un intero popolo che ce lo chiede e nel 2009 saremo pronti». Quanto ai contatti del leader dell'Udc con il Partito democratico, l'ex coordinatore nazionale di Fi ha commentato: «Casini ha sbagliato. Spero che non perseveri». Poi Bondi ha spiegato: «Prima di definire le alleanze, bisogna chiarire i valori, i programmi, la visione che si ha della nostra società ed il futuro del Paese. I programmi di Casini non possono che essere quelli del Partito Popolare europeo. Su questa strada penso che alla fine siamo destinati a reincontrarci».