Basta contributi a pioggia e via libera alle Fondazioni pubblico-private per la valorizzazione dei siti archeologici: sono l'alfa e l'omega della politica del Ministero peri Beni culturali illustrate ieri, ad Aquileia (Udine), dal ministro Sandro Bondi. Bondi - che ha visitato il Museo archeologico nazionale, la basilica poponiana e altri monumento romani di quello che è il sito più importante dell'Italia del Nord - ha precisato che "i fondi per la cultura e la valorizzazione dei beni archelogici non bastano mai" anche perché "l'Italia delle cento città d'arte - ha sorriso - è tutta un sito da conoscere", ma ha rilanciato in grande stile la collaborazione pubblico-privata per la valorizzazione del settore. "La tutela dei beni - ha spiegato - è giusto che rimanga in capo allo Stato attraverso il ministero e i suoi dipartimenti, ma la valorizzazione dei siti è cosa che vogliamo facciano le istituzioni locali ai vari livelli. Si tratta anche di legare questa azione con la promozione turistica delle singole realtà". Nel definire questo "il nuovo Federalismo", Bondi ha spiegato di aver raggiunto, su questa strada, "il consenso unanime delle Fondazioni bancarie e delle più importanti imprese private italiane". E quella della collaborazione pubblico-privata attraverso le Fondazioni è la strada obbligata da seguire, ha indicato il ministro. "Un pò come si è fatto ad Aquileia - ha detto nell' incontro con il sindaco Al viano Scarel - e come abbiamo fatto per la reggia di Venaria, in Piemonte, e intendiamo fare per la Villa reale di Monza. Creare delle Fondazioni dove istituzioni locali e privati collaborino non alla tutela, ma alla valorizzazione e promozione dei siti archeologici. Autonomamente e potendo contare sull'intervento dei privati". Il ministro ha ricordato di aver già incaricato i tecnici del ministero che nelle prossime settimane elaboreranno un 'piano nazionale dei siti più importanti da finanziare. "Ci sono 20 milioni di euro a disposizione e proprio perché vogliamo evitare i 'contributi a pioggia degli anni scorsi - ha spiegato - intendiamo focalizzare il nostro intervento su cose da fare in siti importanti. Anche perché in passato - ha aggiunto - finanziamenti sono stati concessi a realtà che poi non hanno saputo neppure spendere. E questo che volgiamo evitare". Il ministro - che, ligio alle direttive del presidente Silvio Berlusconi, non ha voluto parlare di questioni politico- econo-miche - in Friuli si è interessato anche della città longobarda di Cividale (Udine). Insieme alle città di Brescia e Benevento, Cividale dovrebbe entrare a far parte del patrimonio dell'Unesco e, quindi, poter beneficiare dei contributi relativi. "Mi impegno - ha assicurato il ministro - affinchè questo possa accadere nella prossima sessione dell'Unesco a Parigi". Nel la basilica poponiana Bondi è stato accompagnato dall'arcivescovo di Gorizia, Dino De Antoni, che ha spiegato al ministro "la bibbia pauperorum" degli affreschi musivi dell'ampio pavimento e gli affreschi dell'abside recentemente restaurati. Uno spettacolo che Bondi ha dimostrato di gradire e apprezzare.