Raccordo tra urbanistica e commercio Roma, 29 lug. (Apcom) - I grandi centri commerciali nati nelle vicinanze della città, rischiano di rendere il tessuto urbano commerciale un deserto. Per scongiurare questa possibilità il Comune di Torino, nel marzo del 2007, approvò un nuovo criterio per gli insediamenti commerciali ed il rilascio delle autorizzazioni per il commercio al dettaglio su aree private e oggi la Giunta ha proceduto all'adozione formale della relativa variante urbanistica. La prima misura riguarda la conferma delle localizzazioni commerciali L2 (aree dimesse da oltre 10 anni), già riconosciute dal piano regolatore comunale, individuate nei cinque ambiti Botticelli, Comau, Grandi Motori, Romania e Stadio. Nuove richieste di insediamento saranno valutate all'interno di occasioni di riqualificazione urbana, caso per caso, considerata la sussistenza del pubblico interesse e sentite le organizzazioni imprenditoriali del commercio e di tutela dei consumatori. Con questo provvedimento sarà assicurato il raccordo fra le due sfere di competenza urbanistica e commerciale, uniformando le norme in materia commerciale con quelle del Piano regolatore. "In un momento così difficile abbiamo cercato di tutelare maggiormente la piccola e media distribuzione, salvaguardando il cosiddetto commercio di vicinato - ha affermato l'assessore al commercio Alessandro Altamura - i prossimi passi saranno di acquisire il parere delle Circoscrizioni e di consultarci con le associazioni di categoria e dei consumatori prima dell'iter definitivo in Consiglio comunale".
Piemonte - Torino, pro-commercio riqualifica aree dismesse
Il Comune di Torino ha approvato un nuovo criterio per gli insediamenti commerciali e ha adottato la variante urbanistica per confermare le localizzazioni commerciali L2. Le nuove richieste di insediamento saranno valutate in occasioni di riqualificazione urbana, considerando il pubblico interesse e le organizzazioni imprenditoriali. Il provvedimento uniforma le norme in materia commerciale con quelle del Piano regolatore comunale, tutelando la piccola e media distribuzione. Il prossimo passo sarà l'acquisizione del parere delle Circoscrizioni e la consultazione con le associazioni di categoria e dei consumatori.
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