Il delegato genovese, Gian Giacomo Chiavari: avevamo unidea completamente diversa «Veramente noi non abbiamo concordato niente sulla Commenda, anzi, avevamo unidea completamente diversa per tutto il complesso e ci dispiace che non sia stata presa in considerazione». La prima doccia fredda alla Vincenzi arriva da Gian Giacomo Chiavari, delegato granpriorale e referente genovese del Sovrano Ordine di Malta, che ha in gestione lo spazio della chiesa inferiore con la mensa e gli oratori. «Con le nostre attività già ora gestiamo e teniamo vivo quello spazio per almeno cento giorni lanno - spiega il marchese - mentre tutto il resto è sostanzialmente una cattedrale nel deserto. Per questo già in passato avevamo presentato alla giunta Pericu, tramite lallora vicesindaco Ghio, una proposta per la gestione di tutto il complesso, compreso anche i due piani superiori, in modo da farlo vivere tutto lanno. « In origine i cavalieri di Malta avevano pensato a una scuola di formazione per ragazzi che incontrano difficoltà a trovare lavoro, ma ci sarebbero stati problemi con la Sovrintendenza, poi è emersa lidea di un luogo per offrire pasti per gli immigrati, la linea-guida del progetto era comunque lunitarietà di tutto il complesso. «E il monumento più importante dei cavalieri di Malta - racconta ancora Chiavari - e con gli ospedali è stato il modello per le grandi opere di assistenza venute dopo a Genova, la gestione complessiva avrebbe permesso di farlo vivere tutto lanno, fermo restando per il Comune la possibilità di usufruirne comunque ogni volta che ce ne fosse stato bisogno. Invece tre mesi fa la Vincenzi è venuta a comunicarci le sue idee - conclude Chiavari - ma non è certo un progetto concordato». (n. c.)