Uno scrigno ricco di tesori: questi i fondali di Gela. Oltre al primo relitto d'epoca romana già recuperato e al secondo solo esplorato, nella stessa zona, più vicino alla riva sono stati trovati i resti di una terza imbarcazione di cui ancora si sa pochissimo. Si tratta di piccole parti di legni di navi e l'indagine è da approfondire. Ieri, intanto, riflettori sul primo e più famoso relitto. E' rimasto senza parole l'assessore regionale ai Beni Culturali, Antonello Antinoro, quando la maxi barella sollevata da una gru ha strappato al mare l'ultimo pezzo della nave. «Questo è patrimonio dell'umanità intera ha esclamato . Eccezionale», è stato il commento a caldo dell'assessore. Ad assistere alle operazioni di recupero c'erano anche i suoi predecessori all'assessorato ai Beni Culturali Salvatore Morinello e Alessandro Pagano che hanno vissuto a turno le fasi esaltanti del recupero del relitto. Una storia che non finisce qui. Ci sono voluti vent'anni e due mesi per recuperare questo relitto, ne aspetteremo altri 20 per la sua fruizione e per recuperare la seconda nave di Gela? «Assolutamente no, sarebbe vergognoso per la Sicilia e per noi stessi. Mi attiverò per trovare subito i soldi necessari a portare alla luce il secondo relitto. Per costruire il museo della navigrazione greca a Bosco Littorio sono disponibili 5 milioni e mezzo di euro. Faremo in fretta per dare alla Sicilia l'opportunità di mostrare al mondo questi relitti con il loro incredibile carico. Sarà una bella occasione per Gela. Conosciuta come la città delle ciminiere e dell'inquinamento, oggi si presenta come la città che custodisce tesori inestimabili. La cultura e l'arte possono cambiare le sorti di un territorio». Il museo e l'area dell'emporio arcaico di Bosco Littorio lo darete in gestione ai privati? «Io questa polemica sui Beni culturali ai privati non l'ho mai voluta. Ma una cosa voglio dirla chiaramente: la tutela dei Beni culturali deve rimanere in capo allo Stato e alla Regione. Riguardo alla fruizione, è possibile che i privati lavorino con noi, non noi con i privati. Le regole le dettiamo noi. Del privato qualificato non si può fare a meno. Oggi il recupero della nave non sarebbe stato possibile senza l'aiuto di società e ditte private che hanno messo a disposizione gratuitamente mezzi che costano 60 mila euro al giorno». L'area di Bosco Littorio dove sarà creato il primo museo al mondo della navigazione greca ha restituito le botteghe in mattoni crudi dell'emporio arcaico di Gela. Una sorta di Pompei in miniatura del mondo greco. Le mura degli ambienti in cui si vendevano le mercanzie provenienti dal mare sono alte tre metri. Nei prossimi mesi si chiuderà lo scavo di quell'area di fronte al mare dove all' interno di vasche di 15 metri sono stati posizionati ieri i legni della nave per la desalinazione. Nel frattempo, la Soprintendenza farà esplorare i fondali per cercare eventuali frammenti sparsi nel raggio di 2 km. M.C.G.
SICILIA - Gela. E adesso un museo per esporre i tesori
A Gela, in Sicilia, sono stati recuperati i resti di tre imbarcazioni di epoca romana. Il primo relitto è stato già recuperato e il secondo è stato esplorato. I resti del terzo relitto sono stati trovati vicino alla riva e sono stati recuperati con la maxi barella sollevata da una gru. L'assessore regionale ai Beni Culturali, Antonello Antinoro, ha esclamato che il relitto è "patrimonio dell'umanità intera". Il recupero della nave ha richiesto vent'anni e due mesi. L'assessore ha anche affermato che non ci saranno altri 20 anni per recuperare il secondo relitto, ma che si lavorerà per trovare i soldi necessari per portare alla luce il secondo relitto.
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