Le tasse locali? Sono un problema e diventano una vera emergenza visto che il sistema degli enti locali è soggetto ad una vera e propri aggressione da parte del governo nazionale. Stiamo subendo un attacco terrificante a partire dai tagli alla sanità per finire con il riordino istituzionale imposto dall'alto sulle comunità montane o sull'area metropolitana di Torino. L'unica difesa per le istituzioni e per i cittadini è il federalismo e l'autonomia fiscale. Il Piemonte domani farà la sua parte». Mercedes Bresso, presidente della Regione, sta consultando gli ultimi documenti per dare forza al discorso in cui chiederà di far partire il «federalismo alla piemontese». Il Consiglio regionale, infatti, è convocato domani per dare il via libera ad un testo unificato che impegna la Giunta ad aprire una trattativa con il governo centrale per avere più poteri nelle Infrastrutture, nell'Università e nella Ricerca Scientifica, nei beni culturali e paesaggistici e anche «per ottenere l'autonomia organizzativa completa in campo sanitario». Il testo è già stato approvato in Commissione con il voto favorevole del Pd, Sdi, Socialisti e Liberali, Moderati e della Lega Nord. Forza Italia e An da una parte e sinistra radicale dall'altra si sono riservate il voto in aula. Al testo è allegato un documento che chiede di ottenere da subito il federalismo fiscale. Bresso spiega: «Non chiedo la luna. Fermo restando le norme generali e i principi di solidarietà mi si dica la quota di imposte a cui ha diritto il Piemonte e quali servizi dobbiamo garantire in base a quelle risorse. Fatto questo vogliamo essere padroni di decidere autonomamente dove e quando tagliare. Dove e come investire». Tradotto dal politichese questo vuol dire che «con l'autonomia fiscale il Piemonte potrà superare quella crisi annunciata e aiutare anche le altre regioni». Soprattutto permetterà alla Bresso e alla sua maggioranza di fare una politica diversa da quella di Roma perché «non voglio tagliare i servizi ai miei concittadini. Io voglio dare una risposta a quei 1520 mila anziani che ogni hanno superano gli 80 anni e alle loro famiglie. Io voglio poter contribuire a co-finanziare i fondi per lo sviluppo della mia Regione che arrivano dall'Ue». Il federalismo fiscale migliora e completa la richiesta di avere più poteri da Roma: «E' evidente che Università e ricerca per il Piemonte sono una priorità strategica perché sono le risorse che servono a garantire una competitività territoriale. Se anche la Liguria aprisse una trattativa con Roma potremo gestire insieme questa partita magari coinvolgendo la Val d'Aosta». Il problema è definire da «subito un'equa ripartizione delle risorse a livello nazionale perché se il progetto del ministro Calderoli contiene molti punti condivisi il suo collega Tremonti punta a trattare con la conferenza delle Regioni sulla base della politica dei tagli che ci vuole imporre e che prevede complessivamente una sforbiciata effettiva nei prossimi tre anni di 12 miliardi se si tiene conto anche del tasso di inflazione reale». Dunque si deve discutere sulla base delle «risorse attuali, al massimo di quelle previste per il 2009». E aggiunge: «Non vogliamo spaccare l'Italia e non vogliamo sottrarci alle nostre responsabilità per risanare il paese ma vogliamo farlo condividendo le scelte e non perché il governo ci ordina di obbedire». M.TR.