«L'unione fa la forza». Potrebbe essere questo il motto del nuovo sistema museale che raggruppa dieci beni culturali del Gal Tradizione delle Terre Occitane. Dopo un anno di lavoro, l'Artea (il sistema territoriale per i beni e le attività culturali della provincia) ha messo in rete i siti di maggiore interesse delle valli cuneesi, che insieme hanno potuto usufruire dei fondi comunitari Leader Plus destinati i lavori di valorizzazione. Un risultato che va attribuito al Gal e al Marcovaldo, che lo scorso luglio hanno «chiuso» la convenzione. E' stata pubblicata una mini-guida, curata dallo Studio Bois-Ghigo di Saluzzo per illustrare la rete museale che, come spiegano Franca Mollo e Mario Bertoldi, direttori di Artea e Gal, «valorizza il patrimonio locale collegando le diverse strutture: il risultato è una gestione più efficiente e una migliore "visibilità"». Il circuito che annovera dieci fra i luoghi di maggiore interesse delle Valli Stura, Grana, Maira, Varaita, Po, Bronda e Infernotto. Come il microcosmo agricolo e funzionale, conservato perfettamente, di Balma Boves, sul monte Bracco, a 652 metri, fra le frazioni Rocchetta e Robella di Sanfront. Un insediamento ricavato nell'anfratto della roccia, con ricovero per il bestiame, deposito per gli attrezzi agricoli, forno e lavatoio. Ancora in Val Po, c'è il Museo etnografico di Ostana con sezioni espositive che vengono rinnovate periodicamente, corredate da mostre temporanee. Barge, nell'Infernotto, accoglie il museo «Aperto», esposizione di arte contemporanea istituito nel 2002 nell'area che unisce il Castelvecchio Inferiore al Castelnuovo Superiore. A Piasco, il museo dell'arpa Victor Salvi espone una collezione di 86 arpe, dal XVIII al XX secolo, della tradizione etnica e popolare europea ma anche africana, asiatica e sudamericana. Celle Macra ospita il Museo Seles, esposizione multimediale dei mestieri itineranti, pensato per far conoscere, a partire da quella degli acciugai, la realtà antropologica locale e l'identità socio-culturale della comunità. La Casa della Meridiana, esempio di architettura alpina di Borgata Serre di Elva, con un orologio solare dipinto sulla facciata a sud, è sede del museo dei «pels», i capelli: custodisce gli strumenti e i documenti storici dell'antico mondo dei «pelassiers» («caviè» in piemontese), i raccoglitori di capelli che, alla fine del XIX secolo, rivendevano all'estero ai grandi produttori di parrucche. «Beico», letteralmente «guarda», è una finestra sulla Valle Grana, vista da Caraglio, per osservare il territorio attraverso una nuova chiave di lettura. Accoglie anche l'ecomuseo Terra del Castelmagno. A Valloriate, in Val Stura, c'è il Museo del Castagno, che presenta tutte le patologie della pianta, ed è arricchito da attrezzi originali, usati per la lavorazione del bosco. Nell'edificio anche un'aula scolastica d'un tempo, recuperata in tutte le sue parti. Nelle ex Elementari di Sambuco c'è il Centro di documentazione Valle Stura, istituito per sviluppare la ricerca e organizzare iniziative di valorizzazione del patrimonio storico e culturale della valle. La «Mizoun del Countrabandìer», infine, è una vecchia abitazione della borgata di Ferriere in alta Valle Stura, ristrutturata e adibita a «casa del contrabbandiere», un percorso museale sulla antica e tradizionale pratica del contrabbando. fine:mnicov
PIEMONTE - CUNEO. Alla scoperta dei musei alpini
L'Artea e il Gal hanno concluso la convenzione per il Gal Tradizione delle Terre Occitane, un sistema museale che unisce dieci beni culturali del Gal. Il sistema è stato valorizzato con fondi comunitari Leader Plus e ha potuto usufruire di questi fondi per lavori di valorizzazione. La mini-guida pubblicata per illustrare la rete museale mostra come il Gal e l'Artea abbiano collegato le diverse strutture per una gestione più efficiente e una migliore visibilità. Il circuito include dieci siti di maggiore interesse, come il Museo etnografico di Ostana, il Museo Aperto di Barge e il Museo dell'arpa Victor Salvi a Piasco.
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