Le chiese barocche della città e Cava d'Ispica meritano il riconoscimento dell'Unesco. Il Comune ci riprova per la seconda volta, presentando nuovamente la richiesta di riconoscimento dei propri beni architettonici e del sito archeologico Cava d'Ispica, come patrimonio dell'Umanità. «L'istanza da parte del Comune - dice il sindaco Rosario Gugliotta - sarà presentata formalmente a giorni». In merito alla richiesta di inclusione nel catalogo Unesco di Cava d'Ispica il parlamentare della Margherita Sebastiano Guerrieri ha presentato un'interpellanza all'Assemblea regionale, sottolineando che «la provincia di Ragusa non può fare la parte della famiglia povera, vista la mobilitazione che si è creata per inserire la necropoli di Pantalica». «Dal momento che l'assessore regionale ai Beni culturali Fabio Granata - sostiene l'on. Guerrieri - ha annunciato la proposta di inserimento della necropoli di Pantalica bisogna considerare anche l'inserimento del complesso naturalistico, archeologico e storico naturale del parco di Cava d'Ispica». Gurrieri ritiene che il sito abbia tutte le carte in regola, per avere le stesse probabilità di candidatura della necropoli di Pantalica. «E' una spettacolare vallata che si estende su 16 chilometri, ricchissima di macchia mediterranea, costellata di insediamenti umani, da quelli preistorici sino a quelli risalenti all'età medievale e ben si integra il sito nell'area sud-est e con il circuito delle otto città del Val di Noto", commenta il parlamentare. Se Ispica inizia la sua battaglia per il riconoscimento Unesco, le città iblee che l'hanno già ottenuto devono combattere, invece, per garantire il mantenimento del prestigioso titolo, prima fra tutte Ibla.