Si potrebbe dire che chiediamo al governo di ridarci i nostri castelli!». Ieri, al termine del Consiglio regionale, Mercedes Bresso ha sintetizzato con una battuta il senso del «federalismo differenziato» applicato ai beni paesaggistici e culturali che spesso lo Stato non riesce a valorizzare. Discorso analogo per le infrastrutture, l'Università e la ricerca scientifica, l'ambiente: settori nei quali la Regione gioca un ruolo rilevante. Da qui la richiesta di autonomia, in termini di poteri e risorse, contenuta nel provvedimento che, salvo colpi di scena, oggi sarà approvato in Aula con due ordini del giorno concordati in commissione: uno sul federalismo fiscale applicato alle nuove competenze richieste, l'altro sulla definizione delle altre «materie concorrenti» tra Stato e Regione (cioè a chi spetta gestire cosa). La Regione, appellandosi ad un articolo della Costituzione, chiederà a Roma di assumere le competenze legislative sui quattro settori indicati e libertà di manovra nell'utilizzo delle risorse assegnate. Se la trattativa andrà in porto, la prospettiva è quella di un fondo unico da gestire senza i vincoli di spesa relativi ai singoli comparti. «Abbiamo deciso di non chiedere troppo al governo per non rischiare di ottenere "poco su tutto"», ha detto Bresso. Oggi il voto in Aula con il sostegno di Pd, Sdi, Socialisti e Liberali, Moderati, Italia valori più Lega Nord. Forza Italia e An, favorevoli ad un testo più spinto che impegni la Regione a trattare con il governo anche su altre materie, valuteranno se dare l'ok o astenersi in base all'accoglimento dei loro emendamenti. La sinistra radicale, pur non essendo entusiasta, veleggia verso l'astensione. Domani Bresso illustrerà la richiesta di autonomia nell'incontro tra i presidenti delle Regioni e il ministro Calderoli sul federalismo fiscale, «l'unico modo per garantire competitività tra Regioni e più risorse per tutti».
PIEMONTE - La Regione chiede a Roma più autonomia
Il Consiglio regionale ha approvato un provvedimento che richiede al governo di trasferire alle Regioni competenze legislative sui beni paesaggistici e culturali, infrastrutture, università e ricerca scientifica, e libertà di manovra nell'utilizzo delle risorse assegnate. La Regione chiederà a Roma di assumere queste competenze e di definire le materie concorrenti tra Stato e Regione. Il provvedimento è stato approvato con il sostegno di Pd, Sdi, Socialisti e Liberali, Moderati, Italia valori e Lega Nord. Forza Italia e An hanno espresso una posizione più scettica e potrebbero astenersi dal voto. La sinistra radicale non è entusiasta ma potrebbe astenersi.
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