Caro Direttore, " Le chiedo ospitalità per parlare dei beni culturali di Firenze e della Toscana. Sono una risorsa di enorme valore, per noi che ci viviamo e per il mondo. La Regione ha avanzato la proposta che i beni culturali diventino una sua competenza: i Democratici di Sinistra sono d'accordo. Del resto questa scelta è coerente con il federalismo presente nella Costituzione: le Regioni possono contrattare con lo Stato centrale il trasferimento di competenze più ampie in tutti i settori tranne quelli in alcun caso delegabili. I beni culturali non sono tra quelli non trasferibili. Tutto ciò non ha niente a che vedere con l'avventurismo della devoluzione: lo Stato centrale governo e Parlamento definisce una cornice al cui interno si inseriscono coerentemente le competenze rafforzate delle Regioni. Se ci sarà come noi vogliamo la trasformazione del Senato in Camera Federale, sarà quest'ultima a valutare le condizioni per accogliere le richieste delle Regioni, sulla base della loro efficienza e del rapporto di cooperazione con Comuni e Province. In ogni caso l'impostazione della Regione Toscana è giusta: è normale, in un quadro unitario del paese, che esistano differenziazioni di responsabilità derivanti sia da situazioni oggettive (le vocazioni dei territori) sia da volontà soggettive (la determinazione di Regioni ed Enti Locali, nell' assumersi precisi compiti). Non so quale sia il pensiero della destra, su questi temi: non positivo se guardo ai comportamenti concreti di un governo, che è il più centralista degli ultimi trent' anni. Vi è tuttavia un altro nodo, almeno contestuale: quello delle risorse nazionali messe a disposizione dell'immenso patrimonio culturale di Firenze e della Toscana. Nel nostro paese le risorse pubbliche per i beni culturali sono insufficienti: il centro-sinistra aveva iniziato ad invertire la tendenza, ma si è trattato di una parentesi. Né si consente ai privati di intervenire in questo settore, come avviene in altri paesi. I beni culturali sono sottovalutati in quello che rappresentano per la qualità della nostra vita; e per il ruolo che possono svolgere nello sviluppo. In questo quadro di scarsa attenzione, Firenze e la Toscana presentano una particolare sofferenza. Da noi vi è circa un terzo del patrimonio culturale del paese: le risorse non dico non vi corrispondono non aspiriamo a tanto ma sono ben lontane da un livello di sufficienza. Non sono riproponibili oggi leggi speciali per una città: si rischierebbe di separare Firenze dalla Toscana mentre l'interesse generale è far sì che la Regione ed il suo capoluogo sempre più e meglio facciano sistema. Inoltre sarebbero in contraddizione con il progetto di maggiori competenze alla Regione. Il problema delle risorse tuttavia esiste: sul piano generale e questo riguarderà il nostro programma per governare l'Italia e su quello più specifico della quota destinata a Firenze ed alla Toscana. Su quest'ultimo aspetto converrebbe cercare di ragionare: e farlo non soltanto noi del centrosinistra. Farlo possibilmente insieme, i parlamentari eletti a Firenze ed in Toscana; gli enti locali, la Regione; gli operatori delle istituzioni culturali; le organizzazioni sindacali e di impresa. Con differenti valutazoni, riprendo alcune considerazioni avanzate anche da Franco Zeffirelli. Perché non tentare su alcune scelte prioritarie i beni culturali lo sono di intraprendere azioni comuni? Il bipolarismo, l'esistenza cioè di due schieramenti alternativi per il governo del paese, non significa incomunicabilità. Né il bipolarismo è più forte, quanto più ci si offende, ci si ignora, non vi è niente su cui si possa operare insieme. Questa è la parodia del bipolarismo. Anzi rappresenta il deserto della politica. È purtroppo la versione che va per la maggiore, a causa di estremismi che percorrono soprattutto la maggioranza di governo. Lo ammette anche Fini. Proviamo a gareggiare sulle idee, sulla soluzione dei problemi, non sugli improperi. La Toscana, negli equilibri della destra, conta poco: lo temevo e l'ho detto in tempi non sospetti, prima delle elezioni politiche. I fatti, purtroppo, mi hanno dato ragione. Non chiedo ai parlamentari della destra di condividere le mie valutazioni. Chiedo loro se sono disposti ad un impegno sulla priorità beni culturali di Firenze e della Toscana; ad una iniziativa per incrementare le risorse che li valorizzino. Soprattutto confido sulla partecipazione degli Enti Locali, della Regione, del mondo della cultura. Più che mai una iniziativa per Firenze e per la Toscana è utile per il nostro paese, per tornare ad avere fiducia nel suo futuro.
L'opinione: Lavoriamo insieme per i beni culturali
Il sottosegretario di Stato per la Cultura, in un articolo di giornale, chiede di parlare dei beni culturali di Firenze e della Toscana. Sostiene che la Regione Toscana ha avanzato la proposta di trasferire la competenza sui beni culturali alla Regione, che è coerente con il federalismo presente nella Costituzione. I Democratici di Sinistra sono d'accordo con questa proposta. Il sottosegretario sostiene che le risorse pubbliche per i beni culturali sono insufficienti e che il centro-sinistra aveva iniziato a invertire la tendenza, ma si è trattato di una parentesi. Non si consente ai privati di intervenire in questo settore.
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