L'Istituto diocesano di sostentamento del clero dovrà rinunciare all'area ex Macrico. Il ministero per i Beni culturali ne ha predisposto, infatti, l'esproprio in tempi brevi. La decisione, resa nota ieri nell'ambito di una conferenza stampa tenuta dal sindaco Petteruti in presenza di assessori e capigruppo di maggioranza e opposizione, è giunta al termine di una lunga disputa tra le parti. In una lettera inviata lo scorso giugno alla Prefettura, l'Istituto ha infatti comunicato (facendo leva sulla legge 222 del 1985 che regola i rapporti di natura finanziaria tra Stato e Chiesa e che impone al clero di sottoporre i beni da alienare al diritto di prelazione da parte degli enti pubblici) di voler vendere soltanto una parte dell'area, pari a circa 305 mila metri quadrati, lasciando per sé una porzione (secondo i tecnici la più redditizia) di circa 25 mila metri quadrati confinanti con via Sud Piazza d'Armi e sede di ben quattro edifici in ottimo stato di conservazione. Di fronte alle resistenze del ministero - che ha tentato invano una trattativa bonaria che contemplasse un valore infinitamente più basso per l'intera area - l'Istituto ha alzato la posta, rivendicando per il Macrico ben 52 milioni di euro. Netta la risposta dei tecnici che nella riunione del comitato interministeriale per la celebrazione del 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia in programma a Roma venerdì prossimo valideranno l'esproprio e naturalmente il progetto preliminare realizzato sulle indicazioni fornite ad aprile dal Comune di Caserta. Il progetto, consegnato ieri mattina dai tecnici della struttura di missione del ministero al presidente della Provincia e al sindaco, prevede quattro interventi da realizzare in sequenza e destinati a quattro diverse funzioni. La prima tranche di fondi, del valore di 118 milioni di euro (30 milioni del Consiglio dei Ministri, 30 della Regione Campania, 10 della Provincia e otto del Comune ai quali vanno ad aggiungersi oltre 40 milioni dell'Asse VI del programma PIU) sarà destinata in parte alla costruzione, da completarsi entro il 2011, di un centro polifunzionale che si estenderà nel quadrante sud-ovest su una superficie di 65 mila metri quadrati. Seguiranno la realizzazione di un'area tecnologica, un polo museale, un orto botanico gestito dall'università e un'area sportiva attrezzata nella quale troveranno spazio anche attività ludico-creative. «Finalmente la città avrà il suo Parco urbano - ha spiegato il sindaco Petteruti - questo progetto infatti fuga ogni dubbio sulla serietà e la consistenza di una iniziativa che questa amministrazione ha seguito sin dalle prime battute con un protocollo d'intesa che ha coinvolto ben quattro enti. Ridurremo del 28 la presenza delle costruzioni, potenzieremo la piantumazione e offriremo per la prima volta ai casertani strutture che non ha mai posseduto, come l'orto botanico e un auditorium da 1.200 posti, che potranno concorrere sul piano interregionale per struttura e dimensioni. Peccato soltanto - ha aggiunto il sindaco - per l'atteggiamento dell'Istituto diocesano che, accettando di sottoscrivere una procedura concordata con il ministero, avrebbe potuto offrire il suo contributo alla causa e invece ha chiesto prezzi astronomici se rapportati alla sua destinazione d'uso, che nascondono un tentativo lucrativo. In questi anni abbiamo assistito a un'incredibile sequenza di Te Deum che non hanno sortito alcun effetto e ascoltato tante chiacchiere che non hanno portato a nulla. Questo progetto invece è reale e consegnerà alla città un intervento concreto». Tra i lavori programmati anche l'ampliamento di circa cinque metri di via Sud Piazza d'Armi, l'ammodernamento del sistema di recinzione dell'area e la realizzazione di parcheggi specifici per ogni settore. Se il comitato interministeriale nella giornata di venerdì validerà queste linee guida, seguirà immediatamente l'approvazione con decreto dirigenziale del progetto preliminare e a seguire il bando per l'assegnazione dei lavori e contestualmente la notifica del procedimento di esproprio.