L'archivio privato Alr registra le opere trafugate, censiti 180mila oggetti Recuperati lavori per 160 milioni di sterline con un fatturato di oltre un milione In estate, parallelamente all'aumento dei furti nelle case, cresce il numero di opere d'arte rubate. Da quasi 20 anni l'Art Loss Register, nata a Londra nel 1991, s'impegna a combattere il commercio d'arte rubata. Fondata da Julian Radcliffe, collezionista proveniente dal campo assicurativo, la società conta oggi uffici a New York, Amsterdam, Colonia e Parigi e ha permesso il recupero di opere per un valore complessivo di 160 milioni di sterline. Il commercio d'arte rubata, che interessa il 3 delle opere sul mercato legale, è un fenomeno sottovalutato, soprattutto all'interno del mercato dell'arte, che spesso tende a chiudere un occhio al riguardo. L'arma adottata dall'Art Loss Register è una banca dati in cui sono attualmente registrati 180mila oggetti, non solo dipinti e sculture, ma anche gioielli, argenterie, mobili, giocattoli antichi, strumenti scientifici, medaglie. Il 15 degli oggetti viene recuperato in media nell'arco di 20 anni. Ciò non vale per i gioielli, di cui viene ritrovato solo l'1 per cento. Ancora più difficile è la situazione per i ritrovamenti archeologici, in quanto spesso trafugati durante gli scavi e perciò affatto noti. La mancanza di trasparenza che caratterizza il mercato dell'arte alimenta il fenomeno. Varie pratiche, tra cui l'anonimato nelle transazioni, facilitano il traffico illegale. Normalmente le opere rubate passano di mano in mano ai livelli inferiori del mercato, spesso deliberatamente svalutate come «copie di», o «scuola di», prima di giungere alle grandi case d'asta. L'idea dell'Art Loss Register nacque proprio in seguito ad un incontro nel 1986 di Julian Radcliffe con rappresentanti di Sotheby's, i quali si erano rivolti alla sua compagnia di consulenza sul risk management visto il pericolo di vendere arte rubata nell'impossibilità di controllarne la provenienza (l'unico archivio attivo all'epoca, The International Foundation for Art Research, contava 20mila registrazioni cartacee). Uno studio di fattibilità durato quattro anni e finanziato da compagnie assicurative e dal mercato artistico, per un totale di 550 sterline, diede inizio all'attività dell'archivio. Le entrate dell'archivio provengono dalle registrazioni di opere rubate (10 sterline per un massimo di cinque oggetti, 50 da 6 a 10 oggetti, 75 oltre 10), dai controlli delle opere all'acquisto (380 sterline per un abbonamento annuale di 25 ricerche o 50 per ogni singola ricerca) e dalle commissioni sul recupero delle opere (il 20 Iva del valore attuale per opere di valore inferiore ai 50mila e oltre il 15 Iva del valore attuale). Il fatturato supera il milione di sterline annuo. L'Italia è coinvolta di solito nel 10 dei 150 casi che l'Art Loss Register affronta in media contemporaneamente. Secondo le statistiche Interpol, più colpite nel nostro Paese sono le case private (48) e le chiese (45); solo l'1 dei furti avviene nei musei. In estate vengono prese di mira le case di villeggiatura e gli yacht. Il 40 degli oggetti rubati viene poi ritrovato in altre nazioni. Chris Marinello, avvocato d'origine italiana che dirige l'ufficio di New York, collabora frequentemente con i Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio artistico: «Attualmente siamo impegnati nel recupero di un dipinto del valore di 15 milioni di dollari rubato da uno yacht in un porto italiano». Luogo e dipinto sono informazioni riservate fino alla risoluzione del caso. I traffici illeciti d'arte sono attribuibili «a bande molto attive e organizzate provenienti dai Balcani e dal Sud America» spiega Marinello. «I criminali locali di solito sono meno attrezzati. Anche le organizzazioni criminali impegnate nel traffico di droga e armi sono coinvolte in questo mercato, senza escludere le associazioni mafiose». Silvia Anna Barrilà
Londra. Furti d'arte: solo il 15 ritorna
L'Art Loss Register è un'organizzazione che registra e combatta il commercio d'arte rubata. Fondata nel 1991 da Julian Radcliffe, conta oggi uffici in diverse città e ha permesso il recupero di opere per un valore complessivo di 160 milioni di sterline. Il commercio d'arte rubata è un fenomeno sottovalutato, soprattutto all'interno del mercato dell'arte. L'archivio registra 180mila oggetti, tra cui dipinti, sculture, gioielli e strumenti scientifici. Il 15 degli oggetti viene recuperato in media nell'arco di 20 anni. L'Italia è coinvolta in 10 dei 150 casi che l'Art Loss Register affronta in media contemporaneamente.
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