Rischia una battuta d'arresto il progetto di trasformazione delle Ogr, le ex Officine ferroviarie sulla Spina 2, in spazi per ospitare il raddoppio della Gam e le grandi esposizioni della città. L'incontro a Palazzo Civico di giovedì tra i responsabili di Unicredit Private Banking, Luigi Guidobono Cavalchini e Andrea Moneta, il sindaco Sergio Chiamparino e l'assessore Fiorenzo Alfieri, per individuare un'area della città in trasformazione in cui insediare i nuovi uffici e spazi di rappresentanza della banca, ha creato molte perplessità sul futuro del progetto. Tra le aree, proprio quella delle ex Ogr interesserebbe di più: tanto che la banca sarebbe disposta a investire molti soldi (il piano di riqualificazione di Ogr prevede una spesa di52 milioni di euro, già deliberata dal Comune) e un nome, anzi «il nome» per antonomasia, quello dell'architetto Renzo Piano. Non stupisce il fatto che Unicredit Private Banking, che sta per entrare come sponsor al Museo di arte contemporanea di Rivoli, rilevando le quote già della Fiat, sia interessato al progetto che vedrà la riconversione delle scenografiche officine per la riparazione dei treni in cittadella dell'arte. È un settore che la banca giudica strategico per i suoi investimenti (Unicredit Private Banking ha anche avviato una partnership con la casa d'aste internazionale Christie's, incaricata di offrire consulenze ai clienti intenzionati ad acquistare opere d'arte). Resta da capire che fine potrà fare un progetto cui sta lavorando da un anno e mezzo un gruppo formato dagli architetti Baietto, Battiato, Bianco e Gritella con Giugiaro Design e Sotec, vincitore a fine 2001 di un concorso internazionale. Il piano preliminare è stato consegnato la scorsa estate, per il 20 febbraio sarà pronto il definitivo, che entro due mesi dovrà divenire esecutivo. Dovrà o dovrebbe, dato che ora il condizionale pare d'obbligo? L'assessore Fiorenzo Alfieri assicura che non ci sarà alcun cambiamento. «Si tratta di una montatura dice Nessuno ha affermato di voler modificare il progetto in corso o di affidarlo ad altri progettisti. Semplicemente, abbiamo avuto una riunione interlocutoria con i responsabili di Unicredit, intenzionati a collaborare con noi. Non sono state stabilite cifre, né è stato proposto il nome di Renzo Piano, se non con una battuta». Alfieri poi però aggiunge: «Certo non abbiamo rifiutato a priori una possibile collaborazione che potrebbe mostrarsi profittevole. Dunque vedremo». L'assessore afferma di avere escluso di volere modificare gli spazi già assegnati nell'attuale progetto alla Gam: «Non riesco a immaginare dove potrebbe trovare posto la nuova banca: non nell'area riservata alle mostre, proprio quella che renderebbe interessante l'operazione di trasferimento. Dunque non ne rimarrebbero molti altri». Non sono nuovi i problemi, e nemmeno le polemiche, per le ex Ogr. Nell'autunno 2001 era stata messa in dubbio l'assegnazione degli spazi per la nuova Gam: o, per lo meno, il museo di via Magenta avrebbe dovuto dividerli con il Castello di Rivoli (che pare non gradisse l'espansione del museo torinese). Repubblica aveva ospitato allora una petizione firmata da 35 artisti e intellettuali torinesi che chiedevano al sindaco nuovi spazi per le opere di arte contemporanea della Gam, che in via Magenta non trovavano posto e dunque rischiavano di non essere viste da nessuno. Poi, scartata l'ipotesi della «coabitazione», si era giunti alla decisione di concedere anche più spazio del previsto alla Gam e creare un vero e proprio museo, con tanto di aree espositive, depositi, aule per la didattica, servizi, da realizzare con la supervisione del direttore Pier Giovanni Castagnoli. Adesso il rischio di un nuovo stop. C'è grande stupore tra i progettisti, che ieri hanno preferito tacere, limitandosi ad esternare soltanto «grande costernazione per ciò che è apparso sui giornali».
In forse la cittadella dell'arte
Il progetto di trasformazione delle Ogr in spazi per ospitare il raddoppio della Gam e le grandi esposizioni della città è stato messo in discussione dopo un incontro tra i responsabili di Unicredit Private Banking e il sindaco di Torino. La banca è interessata a investire molti soldi nel progetto e ha proposto di collaborare con il Comune, ma non ha espresso interesse a modificare il progetto o a prendere il nome di Renzo Piano. L'assessore Fiorenzo Alfieri ha affermato che non ci sarà alcun cambiamento al progetto, ma i progettisti sono stati costernati dalla notizia. Il progetto è stato in corso da un anno e mezzo e il piano preliminare è stato consegnato la scorsa estate.
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