«Non facciamo morire il lago del Frassino»: è il titolo del dossier preparato da Legambiente sul piccolo lago intramorenico (un'estensione di 80 ettari) che dista un chilometro dal Garda. Un'area umida di straordinario valore naturalistico per l'avifauna tanto da essere stato inserito dalla Comunità europea tra i Siti di interesse comunitario (Sic) e dalla Regione tra le Zone a protezione speciale (Zps), quelle essenziali per la conservazione delle specie a rischio di estinzione. Su questo ambito naturalistico si è concentrata l'attenzione di Legambiente che ieri mattina ha presentato il lavoro che ne fotografa la situazione. «È un quadro inquietante», ha detto Lorenzo Albi, presidente provinciale di Legambiente. «E non ci sembra che la recente designazione a Zps sia servita a limitare il pesante impatto antropico subito da quest'area umida. Non bastano infatti autostrada, ferrovia, costruzioni; ma ci sono anche i progetti della linee ad alta capacità - alta velocità, della variante alla strada regionale 11 che creeranno ulteriori barriere alla naturalità del luogo». Il dossier si sofferma sulla qualità delle acque del laghetto del Frassino citandone gli immissari, Giordano e Paulmano: «passano intubati sotto i centri abitati e la zona produttiva di Broglie portando reflui fognari e industriali che si combinano con le acque di dilavamento dei campi, ricchi di fertilizzanti e insetticidi». E ancora le concessioni per l'utilizzo irriguo delle acque del lago. «Tutti aspetti», commenta Albi, «che influiscono sulla qualità delle acque tanto che già nel 1988, secondo uno studio della Provincia, queste risultavano in profondità prive di ossigeno per diversi metri dal fondo. Ecco perché la Regione deve attivarsi quanto prima ed elaborare, come previsto dalla legge, le direttive gestionali del sito affrontando con trasparenza tutti questi aspetti». Forti critiche dall'associazione ambientalista anche alla cementificazione nell'area del laghetto del Frassino. «Il Comune ha elaborato una variante che darà avvio anche all'istituzione della Riserva naturale di interesse locale del laghetto del Frassino con un piano di valorizzazione finalizzato alla gestione conservativa del suo ambiente naturale. Ma i veri obiettivi», scrive Legambiente, «sono altri: il Comune usa la variante come compensazione alla costruzione del porto in località Pioppi, sul litorale gardesano, realizzato in area tutelata e in Zps. La distruzione delle rive gardesane viene per così dire recuperata nel Sic Frassino». Sempre la variante collocherebbe al Frassino 35 mila metri quadri di aree da adibire a verde attrezzato, aree mancanti agli standard del Prg «in seguito alla tumultuosa crescita edilizia di Peschiera». Un piano di valorizzazione che, secondo Legambiente, «nasconde i veri mali del laghetto che muore per troppa e incontrollata pressione antropica. Se non vogliamo perdere definitivamente questo Sic - Zps occorre predisporre, subito, il suo piano di gestione. E nel frattempo», conclude Albi, «devono essere revocati i piani e progetti predisposti non connessi alla tutela ecologica del sito».
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Il lago del Frassino, un'area umida di grande valore naturalistico, è stato oggetto di un dossier di Legambiente che documenta la sua situazione. L'area è stata inserita tra i Siti di interesse comunitario e le Zone a protezione speciale, ma il suo impatto antropico è ancora molto forte. La recente designazione a Zps non sembra aver limitato l'impatto, e i progetti della variante alla strada regionale 11 e delle linee ad alta capacità creeranno ulteriori barriere alla naturalità del luogo. Le acque del lago sono inquinate dalle acque di dilavamento dei campi e dalle concessioni per l'utilizzo irriguo.
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