L'arrivo alla guida dell'Agenzia del demanio di Maurizio Prato, manager di navigata esperienza con trent'anni di carriera dirigenziale nel settore pubblico, rilancia la questione della gestione ottimale del patrimonio immobiliare dello Stato e degli enti territoriali: una ricchezza dell'Italia e degli italiani che deve sempre più essere messa a reddito per contribuire al risanamento dei conti pubblici, a livello centrale e locale. Dopo sette intensi anni, l'architetto Elisabetta Spitz lascia un'Agenzia ristrutturata e con uno strumento di lavoro nuovo: il primo censimento degli immobili dello Stato. Ora Prato deve andare oltre. Va portato avanti il programma di valorizzazione degli immobili pubblici, con la razionalizzazione degli spazi degli edifici occupati in uso governativo, il taglio degli sprechi degli immobili vuoti, la messa a reddito dei beni disponibili, l'alienazione degli edifici non utili, la riduzione delle alte spese di manutenzione e di pagamento di locazioni dal pubblico al privato. E spetterà a Prato dare seguito al progetto di federalismo demaniale, intensificando la collaborazione tra Stato centrale ed enti territoriali nella gestione del patrimonio immobiliare pubblico.