Tra conti e sviluppo LE MISURE DELLA MANOVRA Per l'ex a.d. di Alitalia la sfida della valorizzazione dell'ingente patrimonio immobiliare La nomina di Maurizio Prato alla guida dell'Agenzia del Demanio, decisa al Consiglio dei ministri di ieri ma nell'aria già da qualche tempo dopo l'insediamento del Governo Berlusconi, arricchisce il cast dei protagonisti che dal prossimo autunno, sotto la regia del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, domineranno il palcoscenico del patrimonio immobiliare pubblico. Il federalismo fiscale è destinato ad avanzare di pari passo con un progetto di «federalismo demaniale». Si apriranno nuovi scenari per la ridefinizione e razionalizzazione dei ruoli, delle competenze e delle missioni degli enti e delle società del Mef che si occupano (con più di una sovrapposizione) degli immobili delle amministrazioni centrali, locali e territoriali: Agenzia del Demanio, Fintecna immobiliare, Patrimonio dello Stato spa. All'Agenzia del Territorio potrebbe restare un outsider: il suo neodirettore Gabriella Alemanno intende intensificarne l'attività a servizio del cittadino. L'esperienza di Prato nel settore pubblico, a livello dirigenziale, è lunga un trentennio: dopo aver servito nella Guardia di Finanza, aver ristrutturato la siderurgia come manager Iri, e dopo aver ricoperto incarichi di rilievo in numerose società pubbliche (da ultimo il tentativo estremo sotto il Governo Prodi di portare a buon fine l'operazione Alitalia-Air France), Prato approda all'Agenzia del Demanio, che si occupa di 30mila beni pubblici (20mila edifici e 10mila terreni) in un momento delicato della crescita di questo ente pubblico economico dal 2003. L'uscente direttore, architetto Elisabetta Spitz, ha messo a segno il primo censimento degli immobili dello Stato, ha migliorato la riscossione dei canoni del demanio marittimo e combattuto gli abusi (ma c'è ancora da fare sul fronte spiagge), ha avviato il lento processo delle concessioni a 50 anni sui beni inalienabili, ha abbattuto costi e spese di manutenzione ordinaria e straordinaria. Ma in prospettiva l'Agenzia dovrà confrontarsi con la rivoluzione del federalismo fiscale. Al Mef i progetti sul federalismo demaniale o meglio ancora sul «federalismo immobiliare» sono in fase di bozza. Nella Finanziaria in via di approvazione in Parlamento si sono mossi i primi passi (si veda articolo sotto) ma va ridisegnato il nuovo polo pubblico immobiliare. La nomina di Prato avvia un effetto domino perchè lascia scoperta la poltrona di presidente di Fintecna. La Fintecna si occupa di patrimonio immobiliare pubblico anche attraverso le sue controllate al 100 Fintecna immobiliare guidata dall'avvocato Vincenzo Cappiello e Patrimonio dello Stato spa (creata da Tremonti nel 2002 assieme a Infrastrutture spa e rottamata da Tommaso Padoa-Schioppa). La nomina nel numero uno di Fintecna potrebbe sciogliere le riserve sulla razionalizzazione delle competenze immobiliari al Mef: il fatto che Fintecna sia già una spa fuori dal perimetro della pubblica amministrazione potrebbe far pendere l'ago della bilancio verso questa finanziaria che gestisce anche partecipazioni di peso come Fincantieri e Tirrenia. Un rilancio del ruolo di Pspa non è escluso. Prato in passato come presidente di Fintecna ha acquistato immobili dall'Agenzia del Demanio per 556 milioni di euro nel 2002, per 355 nel 2003 e 260 nel 2005: si dice che lo farà nuovamente alla fine di quest'anno, questa volta come venditore. isabella.bufacchiilsole24ore.com CHI È MAURIZIO PRATO Il supermanager pubblico Nel 1978 inizia la carriera di manager Iri: prima vicedirettore generale Italstat, poi alla Sifa Tra il 1989 e il 1998 è condirettore generale Italstat, vicepresidente Autostrade e ad Autostrade international Diventa dg di Iritecna ed entra nei cda di Alitalia, Finmeccanica, Fincantieri, Cofiri, Stet, Telecom. Dal 2000 presidente, poi anche ad di Fintecna Tra luglio 2007 e aprile 2008 è presidente Alitalia per trattare con Air France-Klm È nato a Foligno, ha 67 anni, sposato con due figli
ROMA. Prato gestirà il federalismo demaniale. Tremonti ridefinirà le missioni di Fintecna, Agenzia del territorio, Patrimonio dello Stato: verso la nascita di una nuova Spa
Il governo italiano ha nominato Maurizio Prato alla guida dell'Agenzia del Demanio, un ente pubblico che si occupa di 30mila beni pubblici, tra edifici e terreni. Prato ha un'esperienza lunga di 30 anni nel settore pubblico, avendo lavorato per la Guardia di Finanza, Iri e diverse società pubbliche. La nomina di Prato è destinata a influenzare il federalismo fiscale e il federalismo immobiliare, che potrebbe portare a una ridefinizione dei ruoli e delle competenze degli enti e delle società del Ministero dell'Economia.
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