Al via gli uffici pisani, ma affiorano già alcune polemiche. È d'obbligo passare da piazza Carrara con il naso all'insù per vedere e poi giudicare lo scheletro del corridoio. Il cantiere di questo corridoio è il primo tassello del percorso degli Uffici pisani, secondo l'intuizione del sovrintendente Guglielmo Malchiodi prima di essere sostituito da Gianni Burian che ha evidentemente sposato il progetto. L'idea progettuale degli Uffizi pisani è quel percorso che dovrebbe fare di piazza Carrara con i suoi palazzi e chiese un unicum organico e omogeneo come lo era ai tempi dei Medici e dei Lorena. A quell'epoca i granduchi, per non mescolarsi alla folla, andavano dalle proprie residenze di palazzo Reale nella chiesa di San Nicola per poi proseguire fino al teatro Rossi dove c'è un appartamento granducale. Tutti i palazzi dunque erano uniti, per garantire privacy e sicurezza ai signori. Una parte del percorso degli Uffizi pisani sarà già pronta per la mostra dei Lorena che si terrà il 20 settembre a Pisa e una delle sedi espositive dovrebbe essere proprio il Teatro Rossi. Due associazioni molto attente alla questioni culturali e storiche e monumentali quali gli Amici dei Musei e Monumenti pisani (quasi seicento iscritti) e la Compagnia stile pisano (nata da due anni e che conta settanta membri), dicono la loro sul progetto con divergenti vedute. Mauro del Corso degli Amici dei Musei dichiara: «Onore e merito al sovrintendente Malchiodi per l'intuizione degli Uffizi Pisani e al suo successore Gianni Burian per avere abbracciato l'iniziativa. Questo corridoio granducale - spiega Del Corso - dal progetto degli uffizi pisani è il rendere omaggio, assieme alla mostra sui Lorena, a un periodo, quello lorenese e mediceo appunto, poco conosciuto della nostra storia. Inoltre dal progetto degli Uffizi pisani e dalla mostra sui Lorena, emergerà come Pisa fosse una città di grande prestigio e importanza: elementi questi che emergeranno dallo sfarzo della mostra di settembre». Questo è il punto dunque dell'associazione dei Musei e Monumenti che tra le tante iniziative per cui è nota c'è anche l'incarico di garantire l'apertura della mostra grazie ai suoi volontari. Di tutt'altro avviso, è la compagnia dello stile pisano che ha sede in via Pietro Gori 17 e che ha un forum frequentato da oltre trecento iscritti. «Con tutto ciò che c'è da valorizzare - dice Fabio Vasarelli della Compagnia - mi sembra che le leve di comando della nostra città si concentrino soltanto ed esclusivamente su Pisa schiava dei medici e dei Lorena. Pisa Repubblicana che fine ha fatto?» La compagnia un po' di mesi fa aveva sottolineato (molti pisani non lo sanno) come piazza Carrara sia dominata dalla statua di Ferdinando II che con sguardo truce tiene schiacciato sotto lo stivale, una fanciulla supplicante che rappresenta Pisa. «Non siamo contrari aprioristicamente a progetti del tipo uffizi pisani e mostra dei Lorena - raddrizza il tiro Vasarelli - ma è pur vero che ci dimentichiamo di Galileo Galilei, delle mura di Pisa, delle catacombe di San Pierino in vinculis e dunque della grandezza pisana, per omaggiare la storia che nei fatti ha ridotto Pisa a una mera provincia, buona forse per andare al mare o fare divertire i signorotti di turno». «Testimonianza ne è - dice Vasarelli - il corridoio granducale che si sta ricostruendo in piazza Carrara e che serviva appunto a far sì che il signorotto non si mescolasse con il volgo pisano che avesse potuto, lo avrebbe probabilmente aggredito. Se vogliamo veramente recuperare - conclude il rappresentante della Compagnia - qualcosa che appartiene alla città che si inizi dagli Arsenali repubblicani e dai ponti di Pisa visto che quelli che ci sono attualmente sono un insulto paesaggista e storico alla nostra bella e importante città».