Scompare dalle carte, ma cè: accertamenti sul progetto della Quadra. Chiesta una variante in corso dopera La risposta degli uffici comunali dopo le interrogazioni di Donzelli (An) Un pezzo di casa che scompare. Una serie di edifici che si spostano, come se camminassero. Un edificio in costruzione, in quella stessa zona, che riceve i permessi edilizi sulla base di carte progettuali in cui effettivamente il pezzo di casa è scomparso e gli altri si sono spostati. Nella realtà non è così: quel pezzo di casa cè, si vede e si lascia fotografare, e gli altri intorno non si sono mai messi a camminare. Accade nel cuore del Galluzzo, in via Gherardo Silvani, al civico numero 3 rosso. E ora, dopo le segnalazioni del comitato di cittadini, le interrogazioni del consigliere comunale di An Giovanni Donzelli, gli uffici urbanistica del Comune avviano gli accertamenti e ordinano un sopralluogo della polizia municipale per verificare lo stato reale del luogo. Tutto inizia nel maggio 2007, quando La Quadra Progetti - la società di progettazione di cui sono amministratori Riccardo Bartoloni, presidente dellOrdine degli architetti e il geometra Alberto Vinattieri, ambedue sotto inchiesta con lipotesi di corruzione in rapporto al grande complesso Dalmazia progettato sempre dalla Quadra e realizzato dai costruttori Margheri nellarea della ex Lavazza a Novoli - richiede e ottiene dagli uffici comunali il permesso di costruire per una «sostituzione edilizia» della vecchia palestra. Sulle sue polveri, dopo labbattimento, nasceranno due edifici moderni destinati ad accogliere residenze (9 appartamenti), un ufficio e garage. I residenti consultano il progetto, sono arrabbiati per il fatto che proprio accanto alle loro case, che non superano i 7 metri daltezza, sorgerà un palazzone da 11 metri (con le mansarde). Subito lo ribattezzano «radiatore» per via delle griglie metalliche previste sulla facciata. Ma a molti non tornano anche le distanze di quel nuovo edificio da tutte le case circostanti. «E rispettata la distanza minima di dieci metri prevista per le ristrutturazioni urbanistiche dal piano regolatore?», si chiedono i cittadini nelle decine di assemblee che organizzano anche insieme allassessore allurbanistica Gianni Biagi. Nel progetto La Quadra in effetti cè un mistero: un pezzo di edificio, nellallegato tecnico presentato al Comune, è completamente ignorato. Sulle carte non cè. Nella realtà invece cè. E tutta una serie di altri edifici, sempre dalle carte della Quadra, sono stati traslati verso lalto. Il tutto, è lipotesi del comitato di cittadini, per consentire che il «radiatore» fosse approvato. Sul tema Donzelli ha presentato uninterrogazione allassessore Biagi. E la risposta ha confermato il dubbio: dalla cartografia consultabile sul sito internet del Comune, scrivono gli uffici, risulterebbe lesistenza di un edificio non riportato sulle carte del progetto Quadra. Quando fu rilasciato il permesso di costruire tuttavia, proseguono i tecnici comunali, non cera lobbligo di rispettare la distanza di dieci metri anche per le sostituzioni edilizie ma solo per le ristrutturazioni urbanistiche. Lobbligo per le prime sarebbe stato inserito solo nel luglio 2007. Cera però un vincolo, rispettare le prescrizioni in materia igienico sanitaria. Se la parete del pezzo di casa «scomparso» fosse ad esempio finestrata, il cosiddetto «radiatore» potrebbe essere illegittimo, perchè più vicino di 10 metri al corpo di fabbrica desaparecido. E quello che i vigili urbani dovranno verificare sul posto. Ma cè già una novità: i progettisti del nuovo edificio il 19 giugno scorso hanno presentato una richiesta di variante in corso dopera per ridurne le dimensioni. «E il modo di mettere la toppa? E una variante che serve a ridurre ledificio per farlo rientrare nelle distanze previste?», si chiede ora Donzelli.