Rinviata la seduta già convocata per martedì, il caso crea scompiglio dopo le denunce di Legambiente sui «trucchi urbanistici» Si doveva decidere sul cambio di stato: da albergo a case È giallo sulla lottizzazione Borgo del Sole, che doveva essere discussa martedì prossimo dal Consiglio comunale, dopo la delibera di giunta che ha preso in esame la proposta di accordo inviata da Sviluppi Immobiliari srl, la società costruttrice che ha chiesto al Comune di trasformare l'area da alberghiera a residenziale, offrendo in cambio un milione 340mila euro, da utilizzare per la costruzione di una copertura museale al sito archeologico rinvenuto sui terreni della lottizzazione. I 90 appartamenti sono già stati costruiti, ma la loro legittimazione rischia di non avere l'approvazione di tutti i consiglieri della maggioranza, lo ha dichiarato implicitamente lo stesso sindaco l'altro giorno quando ha detto: «Abbiamo fatto diverse riunioni per valutare la proposta di rilevante interesse pubblico. Siamo intenzionati a portarla in Consiglio comunale, dove si vedrà se verrà approvata». Tra i corridoi del palazzo, voci lasciano trapelare aria di maretta. L'assessore Diego Guadagnini già da tempo non partecipa più alle riunioni e ora anche altri cominciano a manifestare un certo dissenso. È così che forse per aggiustamenti tecnico-legali o per aggiustamenti politici, che il Consiglio comunale che doveva svolgersi martedì 29, con all'ordine del giorno anche la proposta della Sviluppi Immobiliari, è saltato. È stata revocata infatti la convocazione già pronta, rinviando la seduta a data da destinarsi. Il sindaco Lorenzo Sartori si trincera in un «no comment» in merito alle motivazioni che lo hanno portato a rinviare il Consiglio. La società che ha costruito la lottizzazione turistico-alberghiera di località Fontane, mettendo in vendita ancora sulla carta i 90 appartamenti realizzati come singole unità abitative, ha applicato lo strumento urbanistico votato dal Consiglio comunale nel giugno 2006, quando con la variante 8 sono state modificate le norme attuative del piano regolatore, consentendo la vendita parcellizzata delle costruzioni realizzate nelle zone alberghiere. Lo aveva precisato il sindaco anche nel Consiglio comunale del marzo di quest'anno, quando aveva detto: «Ritengo che si possano vendere le unità abitative, in quanto il borgo del Sole è un residence». La minoranza aveva chiesto «venisse integrata nella deliberazione l'obbligo per l'ufficio tecnico, al momento del rilascio del certificato di agibilità, che l'accatastamento degli edifici fosse globale e non particellare, in conformità alla destinazione d'uso turistico-alberghiera». Il sindaco aveva però replicato che «la destinazione è già indicata in delibera e nello schema di convenzione, l'integrazione quindi non è accoglibile». In fase di costruzione, sono venuti alla luce i resti di una villa rustica romana. Il terreno del ritrovamento è stato ceduto dai privati al Comune, il quale in cambio ha concesso di ampliare la lottizzazione a sud. Ora la società propone in contropartita al cambio di destinazione d'uso di coprire il sito archeologico. La vicenda è legata a due esposti presentati nel novembre 2006 dall'associazione Melograno e da Legambiente Verona alla Procura di Verona, la quale ha già posto sotto sequestro 600 appartamenti a Peschiera, in località Sermana e Bassana, proprio per la vendita dei singoli appartamenti che compongono i villaggi turistici. Spiega Michele Bertucco, presidente regionale di Legambiente: «È il trucco che sta dilagando sul Garda per aggirare la legge regionale e costruire migliaia di seconde case facendole passare per residenze alberghiere. È un discorso che vale per Peschiera ma anche per tutti gli altri casi che abbiamo denunciato: se i piani regolatori o i piani di assetto del territorio vengono stravolti cambiando le destinazioni d'uso delle aree, sballano anche tutti i criteri della pianificazione territoriale, a maggior ragione mentre è in corso un'indagine della magistratura, che anche su Cavaion non ha concluso il suo iter, poiché non abbiamo ricevuto atti di archiviazione all'indagine».