In Val di Cornia scelta vincente del consorzio fra Comuni Fra i tanti musei della Toscana ce n'è uno dedicato ai fumetti. Nato nel 2004, a Lucca, sotto i migliori auspici, il Museo nazionale del fumetto e dell'immagine non ha ottenuto i riscontri che gli amministratori si attendevano. Così, dal 2008 è cambiata la gestione e anche i dati si sono trasformati: da gennaio a giugno il museo ha registrato 8.076 visite contro le 5.514 dei primi sei mesi dell'anno precedente. L'obiettivo è raddoppiare gli 11.163 visitatori del 2007. Artefice della rinascita è Angelo Nencetti, attuale responsabile della programmazione culturale. «Abbiamo cercato di vivacizzare la gestione del museo attraverso un rinnovamento totale del materiale espositivo e l'organizzazione di svariati eventi. In pratica, puntiamo ad offrire continuamente qualcosa di nuovo ai nostri visitatori». Nencetti persegue l'idea di un "museo vivo", per questo da quando ha assunto l'incarico ha realizzato 21 mostre. E per attuare il rilancio non c'è stato neppure bisogno di aumentare il budget (350-400mila euro) che ogni anno viene messo a disposizione del museo. Un altro caso virtuoso è rappresentato dalla società Parchi Val di Cornia, una Spa composta da cinque Comuni (Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo, Suvereto e Sassetta) che si occupa della gestione dei parchi. All'interno di questo sistema rientrano anche il Museo archeologico del territorio di Populonia e i Musei del parco di San Silvestro. Il modello di gestione centralizzato sembra dare risultati molto buoni dal punto di vista della promozione, dei servizi e delle economie di scala. «È un sistema che funziona e i numeri ci danno ragione - spiega Silvia Guideri, direttrice della divisione parchi archeologici e musei - Alla chiusura del bilancio 2007 i ricavi hanno coperto il 96 dei costi». Nel complesso, fra parchi e musei, ogni anno nelle strutture della società passano 100mila visitatori. «Stiamo sperimentando che è possibile fare una buona gestione senza un eccessivo ricorso alle finanze pubbliche - afferma Guideri - Certo, se ciascun Comune avesse messo in piedi da solo il proprio museo, oggi spenderebbe dieci volte tanto». (g.p.)