Francis Haskell, uno dei più grandi storici dell'arte di tutti i tempi, è stato commemorato ieri alla Scuola Normale Superiore di Pisa in occasione del quarto anniversario della scomparsa: alla celebrazione sono intervenuti insigni studiosi provenienti da tutto il mondo. Dopo i saluti di alcuni dei professori della Classe di Lettere della Scuola Normale, Salvatore Settis, attuale direttore, Paola Barocchi, professore emerito, e Enrico Castelnuovo, hanno ricordato il lavoro e l'attività di Haskell Nicholas Penny, "senior curator of sculpture and decorative art" della National Gallery of Art di Washington, Eric Hobsbawm, professore emerito dell'Università di Londra, Joseph Connors, direttore del Centro di studi sul Rinascimento di Harvard presso Villa I Tatti a Firenze, e Tomaso Montanari, dell'Università della Tuscia di Viterbo. Nel corso della manifestazione è stato proiettato il film-intervista, realizzato dal Museo del Louvre di Parigi, intitolato «I grandi storici dell'arte: Francis Haskell». La straordinaria carriera di Haskell è legata grandemente alla città di Oxford, dove ha insegnato storia dell'arte nella locale Università dal 1967 al 1995, ma anche, e profondamente, all'Italia: a Roma in particolare, dove ha soggiornato a lungo per condurre i suoi studi sull'età barocca ed in parte anche a Pisa, dove, presso la Scuola Normale, tenne le Lezioni Comparettiane nel 1999, i cui temi principali sono confluiti nel volume «Antichi maestri in tournée: le esposizioni d'arte e il loro significato», pubblicato nel 2001 dalla casa editrice della Scuola. Specialista della storiografia sociale dell'arte e della storia del collezionismo e del gusto, Haskell si considerava uno storico puro e semplice, vedeva l'arte come un fatto, un documento da esaminare, da approfondire, da contestualizzare.