Il presidente Del Corso: i commercianti hanno una rendita di posizione Una tassa di scopo per valorizzare il patrimonio culturale della regione, da applicare ad alberghi, bar, ristoranti ed esercizi commerciali che vivono di turismo. È questa la proposta di Mauro Del Corso, presidente della Federazione italiana "Amici dei musei", un'associazione che, attraverso i suoi 30mila volontari, sensibilizza l'opinione pubblica sulle problematiche dei beni culturali. In Toscana non ci sono troppi musei? «Dobbiamo partire dalle basi e capire cos'è un museo. Per definizione etimologica è il luogo delle Muse, cioè il posto deputato all'attività culturale per eccellenza. Se, però, disperdiamo le risorse verso tutti i destinatari che si fregiano di tale definizione senza possederne i requisiti, non risolveremo mai i problemi». Ma quali sono i problemi? «In Italia prevale l'idea dei "feticci turistici", quelli che indirizzano le grandi masse dei visitatori. Mi spiego meglio, il "turisdotto" del nostro Paese si fa in 4 giorni: Venezia, Firenze, Roma e Napoli, quando ci si può andare. È un sistema basato sulla quantità, che porta soldi solo ai tour operator». In Toscana la situazione è la stessa? «Viviamo in un territorio con un patrimonio culturale variegato e diffuso, ma in cui il capoluogo, per preminenza politica e prima ancora per una innegabile ricchezza storico-artistica, concentra il movimento turistico. Per crescere bisogna valorizzare le ricchezze nel resto della regione». Come raggiungere l'obiettivo? «Occorre creare degli itinerari tematici e cronologici di ampio respiro. Abbiamo almeno due macrobacini artistico-culturali distinti: uno è quello dell'interno, l'altro è quello della costa che va da Massa alla Maremma e che non ha niente a che a vedere col patrimonio fiorentino, aretino e senese. È necessario elaborare itinerari che consentano ai visitatori di conoscere entrambi i percorsi». Ma dove si trovano le risorse per valorizzare questi patrimoni? «Sono per l'introduzione della tassa di scopo, così come avviene in altri Paesi. Gli albergatori del centro di Firenze o i bancarellai di piazza del Duomo a Pisa, tanto per fare due esempi, vivono di turismo e godono di una rendita di posizione. Sarebbe giusto che partecipassero alle spese della cultura, a patto che la tassa venga modulata in base alla vicinanza ai luoghi del turismo e che i proventi siano destinati ai beni artistici del territorio». G.P.
TOSCANA - La cultura ha bisogno di risorse tassiamo alberghi e ristoranti
Il presidente della Federazione italiana "Amici dei musei", Mauro Del Corso, propone la tassa di scopo per valorizzare il patrimonio culturale della regione. La tassa sarebbe applicata ad alberghi, bar, ristoranti e esercizi commerciali che vivono di turismo. Del Corso sostiene che in Toscana non ci sono troppi musei, ma che è necessario valorizzare le ricchezze culturali del territorio. Egli propone di creare itinerari tematici e cronologici di ampio respiro per conoscere il patrimonio culturale dell'interno e della costa. La tassa di scopo sarebbe destinata a coprire le spese di valorizzazione dei beni artistici del territorio.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo