Pronte quindici borse di studio La mia prossima battaglia con Bassolino e la giunta: impedire che la soprintendenza di Avellino e Benevento occupi cinque sale di Palazzo Reale «Una notizia meravigliosa per quei ragazzi». Gerardo Marotta è raggiante per lo stanziamento, da parte della Regione Campania, di sei milioni: verranno impiegati «per la costituzione di una biblioteca per lallocazione, la conservazione e la fruizione pubblica del patrimonio bibliografico dellIstituto per gli studi filosofici». Giusto premio, «dopo 32 anni di combattimenti». Ma in queste ore il pensiero del fondatore dellIstituto va soprattutto a «quei ragazzi». Sono una quindicina, tutti napoletani: vengono dallIstituto Politeia, che prepara i giovani alla schedatura bibliografica. «In questi anni - racconta Marotta - hanno vissuto aggrappati a posti letto sparsi nei vari quartieri della città, perché non potevano permettersi di più. Ora possiamo dare loro una piccola borsa di studio: si sono impegnati senza poter contare su nessuna certezza, ma con la segreta speranza di entrare nella biblioteca dellIstituto. Adesso potremo finalmente esaudire questo desiderio, ne siamo felici». Ma lavvocato Marotta, appena incassato il successo, pensa già alla prossima battaglia: impedire che la sede della soprintendenza per i beni storico-artistici ed etnoantropologici di Avellino e Benevento si stabilisca a Palazzo Reale, occupando cinque sale della Biblioteca nazionale. Una nuova battaglia su cui impegnare, allindomani dello stanziamento, la giunta regionale e il suo presidente. «Devessere chiaro che su questo non cederemo», annuncia Marotta. «Per noi la Biblioteca di Napoli è la più importante del mondo, è il cuore di un sistema. Un sistema che così verrebbe sconvolto. Non si può pensare che le decine di migliaia di volumi della biblioteca Farnese, che arrivarono a Napoli insieme a Carlo di Borbone, e quelli della collezione brancacciana, che risalgono al 1690, vengano impacchettati e magari accumulati in un deposito chissà dove. Quei libri sono sacri e non si toccano, questa è oggi la nostra battaglia. E Bassolino lo sa». Battaglia che ricorda quella combattuta e vinta da Marotta e dallIstituto per gli studi filosofici nel 1995. In quelle stesse sale, fino a quellanno, avevano sede il Consiglio regionale e i gruppi consiliari. «Noi pensavamo invece che il disegno di Benedetto Croce, di destinare lintero Palazzo Reale a sede della Biblioteca, dovesse essere rispettato. Sostenemmo questo argomento, convincendo tutti. Lallora presidente del Consiglio regionale, Mario Del Vecchio, che ovviamente a Palazzo Reale si trovava molto bene, mi disse: è un peccato andarmene, eppure me ne vado con piacere, perché so che è giusto così. Non sia mai che quel gesto venga vanificato». Intanto cè da gestire la quotidianità. Lattività dellIstituto e delle sue scuole presenti un po in tutta Italia. Attività che, sottolinea Marotta, «non si ferma neanche per un giorno». Programma ad ampio raggio: si parla come sempre di storia, letteratura e filosofia. Ma anche di globalizzazione, comunicazione, guerra, religione, condizione femminile, cinema, musica, turismo. Il 3 e il 4 ottobre, a SantArcangelo dei Lombardi, seminario "La Grecia secondo Pasolini" con Ninetto Davoli invitato a leggere alcuni testi del suo mèntore. «Lincessante attenzione allattualità caratterizza il nostro lavoro. Senza mai dimenticare però la cultura classica, che resta alla base di tutto».
NAPOLI - Ecco la biblioteca dellIstituto filosofico. La Regione stanzia sei milioni
Gerardo Marotta, fondatore dellIstituto per gli studi filosofici, ha annunciato che la Regione Campania ha stanziato sei milioni di euro per la costituzione di una biblioteca per lallocazione, la conservazione e la fruizione pubblica del patrimonio bibliografico dellIstituto. Questa notizia è stata accolta con gioia dai giovani napoletani che hanno vissuto aggrappati a posti letto per poter partecipare alla schedatura bibliografica. Marotta ha anche annunciato che la giunta regionale e il presidente Bassolino non potranno stabilire la sede della soprintendenza per i beni storico-artistici ed etnoantropologici di Avellino e Benevento a Palazzo Reale, occupando cinque sale della Biblioteca nazionale.
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