La Vincenzi: "Il bilancio non centra nellesonero di Di Benedetto" «Ho chiesto al ministro Bondi il commissariamento del Carlo Felice per dare un futuro al nostro teatro dellopera». Archiviata la speranza di una soluzione indolore con Di Benedetto, il sindaco interviene con una nota ufficiale e spiega la scelta di ricorrere al commissario puntando il dito proprio contro il sovrintendente. «La crisi che ha di fatto paralizzato il teatro - dice la Vincenzi - non è tanto dovuta alle difficoltà di bilancio, quanto piuttosto al venir meno delle relazioni umane, necessarie per il suo funzionamento, tra il sovrintendente da una parte e le maestranze tecniche e artistiche dallaltra. E venuta meno la dimensione sociale del teatro. Occorre recuperarla, per garantire il suo pieno funzionamento e far sì che torni ad essere un patrimonio dellintera città». La nota fa seguito alla riunione del consiglio di amministrazione di mercoledì sera, quando quasi tutti i consiglieri hanno dato la loro disponibilità a rassegnare le dimissioni, dopo che si era arenata lipotesi di una separazione consensuale con Di Benedetto. «La disponibilità di quasi tutti i consiglieri damministrazione a rimettere il proprio mandato é stato un atto di grande responsabilità - dice ora la Vincenzi - frutto di una forte preoccupazione circa la possibilità di risolvere i problemi del Carlo Felice con strumenti di gestione ordinaria. Pertanto, considerando la sostanziale sfiducia maturata nei confronti del sovrintendente e tenendo conto delle indicazioni di voltare pagina in modo radicale espresse da gran parte del consiglio di amministrazione, ho ritenuto mio dovere interpellare senza indugio LAutorità vigilante per iniziare la procedura di commissariamento». La procedura è comunque destinata ad avere strascichi polemici. Di Benedetto sta valutando in questi giorni cosa fare, ma è praticamente certo che non accetterà il commissariamento senza reagire, mentre cè già la critica pesantissima del sindacato. «Il commissariamento è illegittimo - dice Nicola Logerfo, del sindacato autonomo Fials - al Carlo Felice non ricorrono le condizioni di legge per farlo, non si è mai visto che si commissaria un teatro che ha i bilanci a posto solo perché non cè laccordo tra dirigenza e sindacati, vorrei capire cosa cè sotto». E, Mario Menini, lunico consigliere di amministrazione che aveva già preso posizione ufficialmente contro il commissariamento, ribadisce: «Eravamo ad un passo dalla possibilità di trovare unintesa - dice ora - questa scelta fa cadere tutto e rischia di paralizzare il teatro».