Un filo rosso fra Torino e Il Cair Mostre e iniziative nelle due città in vista della prossima Fiera del Libro Un filo rosso tra il Cairo e Torino. Una collaborazione stretta non solo per le antichità, ma anche per larte e la cultura contemporanea. Con la previsione di una mostra e di iniziative nel campo dello spettacolo in vista della prossima Fiera del Libro, in cui lEgitto sarà paese ospite. E poi scambi nei rispettivi musei e la richiesta a Dante Ferretti di realizzare in riva al Nilo qualcosa che assomigli allo Statuario torinese. Questi gli esiti dellincontro bilaterale che si è tenuto ieri al termine della visita allEgizio del ministro Sandro Bondi e del suo «collega» egiziano Farouk Hosny. Per Bondi si trattava della prima volta, Hosny aveva visto il museo parecchi anni fa e stentava a riconoscerlo. Una visita a cui tanto teneva il presidente Alaian Elkann, che volentieri ha fatto da cicerone per le sale, alla testa di una fila lunghissima di persone, tra le quali mancava però il pur annunciato ambasciatore Ashfar Rashed, in Sardegna al seguito del presidente Mubarak. Tra i presenti, il sottosegretario Francesco Maria Giro, la direttrice regionale dei Beni culturali Pittarello, le soprintendenti Bacci e Spantigati, la presidente della Regione Mercedes Bresso e i politici di centro destra, da Crosetto a Ghigo e Leo. «Oggi si verifica un avvenimento importante, riceviamo a Torino il ministro della Cultura egizia, amico dellItalia - ha detto Bondi - Siamo fieri del fatto che ci vengano richiesti aiuti e consulenze per il museo del Cairo, soprattutto per la formazione del personale e dei restauratori, ma che anche si stia mettendo in piedi uno scambio che riguarderà i giovani artisti dei rispettivi paesi». «Sono sorpreso per come ho trovato lEgizio, avete realizzato qualcosa di unico e veramente nuovo, coinvolgendo la società civile», ha proseguito il ministro egiziano. Poi la conferma di quanto già annunciato da Repubblica, il due volte premio Oscar Dante Ferretti andrà a settembre al Cairo per proporre un intervento in quel museo. Cera anche Ferretti ieri a Torino, dove è impegnato con lo studio Isola nel progetto di riallestimento delle collezioni nelledificio di via Accademia delle Scienze. «Il progetto preliminare, già presentato, è in attesa di approvazione, il definitivo arriverà a metà settembre. Il tema che ci guida è la trasparenza, il passaggio da ambienti più scuri a quelli luminosi», ha detto Saverio Isola. Eleni Vassilika ha confermato che in autunno partiranno gli scavi nel cortile, dove verranno realizzati due piani, uno per gli impianti e laltro per i servizi, dallaccoglienza al bookshop, mentre a gennaio 2009 aprirà il cantiere vero e proprio nelle sale. «Ma il museo non chiuderà mai del tutto, partiremo dallala Schiaparelli e dal cortile, poi verrà il resto. Per non togliere ai visitatori la possibilità di vedere la tomba di Kha, la riallestiremo in via provvisoria al piano terreno. Poi si salirà per i lavori nei piani superiori, da ultimo in quello ora occupato dalla Sabauda, che inizierà il trasloco nel gennaio 2009». (m.pa.)