Roma, 17 gen. - Il decreto legislativo sui lavori pubblici riguardanti i beni culturali, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri permette finalmente di affrontare con strumenti adeguati i problemi del settore. Lo afferma una nota del ministero dei Beni culturali, in cui si aggiunge che "si tratta di un aspetto fondamentale della politica di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale, principale risorsa del Paese". Per sfuggire alle rigidita' e agli automatismi della legge Merloni - prosegue la nota - che non da' il giusto rilievo alle esigenze conservative dei beni culturali e alle specificita' professionali richieste dagli interventi di restauro (oggi il restauro di una cattedrale rischia di essere gestito con le norme pensate per la costruzione di autostrade e aeroporti) le stazioni appaltanti hanno finora privilegiato gli affidamenti fiduciari. L'obiettivo e' quindi quello di coniugare imparzialita' e trasparenza con un sistema di scelte degli esecutori che assicuri la qualita' dei lavori. Per ottenere questo sono state definite, con il pieno accordo di Regioni e enti locali, disposizioni speciali per tutte le fasi dell'appalto: quualificazione, progettazione, individuazione del contraente, esecuzione dei lavori, destinate a essere dettagliate da regolamenti ai quali il ministero porra' subito mano - conclude la nota - sempre con il metodo del confronto aperto con gli operatori del settore.