Il Comitato aspetta che l'immagine sia ripresentata Ci sono voluti più di tre anni ma alla fine la Soprintendenza per i beni architettonici di Pisa, con una nota a firma del soprintendente Giovanni Bulian, si è decisa a dire la sua sull'edicola sacra che è stata distrutta a San Lorenzo alle Corti. Secondo la Soprintendenza, che ha scritto ai cittadini che hanno demolito l'edicola sacra e al Comune oltre che al Ministero per i beni culturali, l'edicola deve tornare al suo posto. In questo lungo periodo la Soprintendenza ha valutato la situazione e ha riconosciuto all'edicola un «rilevante interesse etnoantropologico testimoniato dal forte radicamento nella comunità locale del culto per l'immagine sacra custodita nell'edicola fin dal 1954». Così il soprintendente invuta i cittadini che hanno demolito l'edicola a ripristinare l'immagine «in una nicchia da ricavarsi nelle immediate adiacenze del muro della loro proprietà. L'edicola è stata demolita nell'estate 2005 e si trovava all'angolo tra via Vecchia Fiorentina e via Di Quarto, a San Lorenzo alle Corti. Una mattina, senza che il Comune intervenisse, il tabernacolo che si trovava nel muro di recinzione di una casa privata è stato demolito, nonostante le proteste dei cittadini e del parroco, don Giuliano Boschi, che fecero intervenire anche i carabinieri. L'edicola sacra nel 1954, come si leggeva sulla lapide tolta dalla sua collocazione, era stata donata alla parrocchia da Ada Nencini che aveva voluto per quel simulacro religioso in memoria del marito. Inizialmente, il Comune, venuto a conoscenza della protesta popolare, fece sapere che non era stata data alcuna autorizzazione per la demolizione dell'edicola sacra, evidentemente non più gradita all'attuale proprietario della casa, confinante con il tabernacolo. In Comune era stata presentata una dichiarazione di inizio attività per il rifacimento della recinzione e nessuno aveva fatto caso se questa comportava la rimozione dell'edicola sacra. I cittadini chiamarono polizia municipale e carabinieri appena si resero conto che era stato demolito il tabernacolo, in una calda mattina di agosto. Poi è nato anche un comitato paesano, è stata organizzata una fiaccolata di protesta ed è stato chiesto aiuto anche alla Dav, un'associazione che si occupa di ambiente e animali. La richiesta era una sola: volevano che l'edicola tornasse al suo posto. Negli anni, infatti, l'immaginetta era diventata un simbolo per chi abita nella zona. È quindi stata ricostruita la storia del tabernacolo. Tra gli atti rintracciati è stata trovata anche una dichiarazione di Cesarina Nencini (è del 1985) che spiega di avere informato l'acquirente del terreno della propria volontà di non spostare l'edicola dal muro di recinzione dove si trovava. C'è poi anche il nulla osta del Comune: "Beneficio parrocchiale di San Lorenzo alle Corti" - così recita l'atto - per la costruzione dell'edicola sacra, poi realizzata da Giovanni Bani e fratelli (l'atto è del 1954). Quanto tempo dovrà ancora passare perchè l'immagine sacra torni al suo posto? Sabrina Chiellini