ECCO PERCHÉ IL SINDACO HA RAGIONE DA VENDERE Non vè, infatti, chi non veda che le esigenze dellItalia e dei piccoli comuni di provincia in materia di sicurezza, di trasporti e di parcheggi, dinvestimenti nellUniversità e nella ricerca, di salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali sono ben diverse da quelle che si riscontrano nei grandi conurbati urbani. Mantenere, per Torino o per Roma, la stessa disciplina giuridica e la stessa organizzazione di competenze e di funzioni che oggi vale per Costiglione dAsti o per Omegna è soltanto un modo per far funzionare male entrambi. Daltronde, dopo aver introdotto sette anni fa nella Costituzione le Città Metropolitane non dovremo mica aspettare altri ventanni, come accade in passato alle regioni, per vederle finalmente partire? Se poi, grazie alla riforma che il Ministro Maroni sta approntando, sarà possibile governare Torino e la sua metropoli in un modo più snello e più efficace, questo potrà giovare anche alle altre province non metropolitane del Piemonte, tre delle quali vantano oggi una popolazione inferiore ai 200 mila abitanti ed una quarta, quella di Asti, risulta di poco superiore a quella soglia. Unendosi ai territori e alle comunità più periferiche dellattuale Provincia di Torino che, da domani, non saranno più ricomprese nellambito della Città Metropolitana, sarà possibile conferire a queste province un profilo ed una dimensione più adeguata e riequilibrare il Piemonte, concentrando meglio e più efficacemente un nucleo torinese ristretto e irrobustendo lorganizzazione provinciale della rimanente parte della Regione che cesserà così di individuare in Torino unidrovora succhiasoldi, ma saprà puntare sulla Metropoli torinese come motore di sviluppo dellintero territorio regionale. Sarà infine possibile valorizzare il ruolo della vasta area collinare piemontese che per otto secoli gravitò intorno allentità statale del Marchesato del Monferrato ed oggi risulta invece spezzettata in quattro diverse province. Costruire attorno ad Asti, Alba, Casale, Chieri ed Acqui la provincia del vino e dei sapori rappresenta la grande opportunità per meglio lanciare in Europa e nel mondo la primazia dellenogastronomia e dellagroalimentare piemontese. Deputato Pdl
PIEMONTE - Dal progetto si potrà arrivare a un riequilibrio a un irrobustimento del Piemonte
Il sindaco di Torino sostiene che la Città Metropolitana non è adatta per le province di provincia del Piemonte, come Asti, Alba, Casale, Chieri ed Acqui. Secondo il sindaco, le province non possono mantenere la stessa disciplina giuridica e organizzazione di competenze e funzioni della Città Metropolitana. Il Ministro Maroni sta approntando una riforma che potrà governare Torino e la sua metropoli in modo più efficace. La riforma potrà giovare anche alle province non metropolitane del Piemonte, come Asti e Alba.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo