"Questa storia va avanti da due anni Difendete i vostri diritti ma non compromettete il cartellone" Un appello perché si torni a suonare. I loggionisti della Scala chiedono innanzitutto che i titoli in cartellone siano confermati. E anche se la pazienza comincia a scarseggiare, armati di buon senso e sostenuti dallamore per il Teatro attendono il momento in cui sindacati e sovrintendente riusciranno a trovare un accordo. Non senza un velo di amarezza: «Scioperi o millantate astensioni - dice unaffezionata, Maria Rosaria De Sanctis - questa storia va avanti da due anni. Sono rammaricata e triste. A noi interessa la musica: gli scioperi, seppur giusti, non devono compromettere il cartellone». La musica prima di tutto, quindi. «Chi non è soddisfatto del contratto ha il diritto di scioperare, ma bisogna essere più accondiscendenti. Noi per primi avremmo voluto dare sostegno allorchestra nella fase post Muti, ma evidentemente le esigenze sono altre», le fa eco Attilia Giuliani. Oltre alla passione, fra i loggionisti serpeggia anche lidea che chi lavora nellarte abbia una responsabilità sociale: «Come i medici in ospedale, anche le maestranze non si dovrebbero sottrarre al loro lavoro - continua la Giuliani - il teatro è un simbolo di Milano e per tante persone rappresenta una seconda casa. Se qualcosa alla Scala non va è un problema per tutti, per la città e per i singoli: per me che la frequento da quando ho cinque anni è come se uno dei miei familiari stesse male». I loggionisti, peraltro, assicurano di capire i problemi dei lavoratori: «Il rinnovo del contratto è una fase faticosa e le vertenze comportano degli scioperi - commenta Gabriele Baccalini - ci rendiamo conto che la Scala è una azienda come tutte le altre, è normale che ci siano scontri sindacali». Solo, chiedono di fare in fretta e con unaccortezza: «Non buttate allaria date importanti. Anche se al Loggione siamo come al Bar sport, dove non esiste una posizione comune e tutti sono convinti di sapere tutto, in tanti pensiamo che Lissner abbia chiamato direttori innovativi». Un monito, insomma, come dire che anche nello sciopero ci vuole buon senso. «Non come nel 2006, quando a dirigere il concerto di Natale cera Boulez, uno dei più grandi musicisti viventi, e i coristi hanno scioperato per una mancia natalizia», dice Baccalini. In fondo, però, con le frizioni sindacali i loggionisti hanno già avuto a che fare. E la speranza che tutto si aggiusti cè: «Non si è mai visto un 7 dicembre senza la prima della Scala».
LOMBARDIA - TEATRI: Lappello dei loggionisti "Fate pace in nome dellarte"
I loggionisti della Scala chiedono di confermare i titoli in cartellone e di trovare un accordo con sindacati e sovrintendente. La storia dei scioperi e delle vertenze è in corso da due anni. I loggionisti sottolineano l'importanza della musica e chiedono di non compromettere il cartellone. Alcuni loggionisti esprimono amarezza e tristezza per la situazione, ma sostengono che la musica è la priorità. I loggionisti assicurano di capire i problemi dei lavoratori e chiedono di risolvere le vertenze in fretta e con buon senso. La Scala è un simbolo di Milano e per tante persone rappresenta una seconda casa.
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