Via libera del consiglio provinciale alla variante di adeguamento del Piano territoriale di coordinamento con i voti a favore di Pd, Comunisti e dei consiglieri Michele Mezzacappa (Gruppo misto- Sinistra democratica) e Silvia Sorri (gruppo misto Indipendente di sinistra). A favore ha votato anche Rifondazione comunista. Voto contrario il gruppo di Forza Italia. Adesso si apre per la variante il periodo delle osservazioni (60 giorni a partire dalla pubblicazione sul Burt), per novembre è prevista l'adozione. «Il Ptc è attualmente uno strumento a pieno regime a cui i Comuni si sono già adeguati o stanno per farlo - ha spiegato l'assessore al Territorio Nadia Baronti - La Variante, essenzialmente tecnica, doveva rispondere a una serie di adeguamenti normativi, ma ha riconfermato il quadro territoriale già individuato con tre sistemi che coincidono con i sistemi di paesaggio: sviluppo, natura e biodiversità, mobilità e fruizione. Il Ptc è uno strumento che supporta lo sviluppo del territorio. Particolare attenzione abbiamo dedicato al nodo infrastrutture e mobilità e allo sviluppo sostenibile». «Con questa variante la Provincia mette a disposizione del distretto uno strumento compiuto di programmazione urbanistica ed economica - ha detto Giusppe Maroso, Pd - Fondamentale è la scelta della ferrotramvia metropolitana come indispensabile volano di sviluppo della piana. E la relazione con la ferrovia, in particolare fra l'area ex Banci e la stazione, nonché il proseguimento fino a Poggio a Caiano, completano un disegno di mobilità capace di favorire gli spostamenti e l'alleggerire il traffico veicolare». Alessio Nincheri, Rifondazione, ha dichiarato di condividere profondamente gli indirizzi della Variante. Il gruppo di Forza Italia Vinicio Mari ha sottolineato che «Quello che non convince è la sensazione che ci si limiti a prendere atto del declino e della crisi del territorio».