Al di là della retorica, ci sono comunque esempi di installazioni quanto meno discutibili. Ad esempio il parco eolico tra Bolognetta e Cefalà Diana, che troppo si è avvicinato agli splendidi boschi di Ficuzza, forse il più importante comprensorio boschivo siciliano per varietà naturalistica e impatto visivo. Ma a differenza di un palazzo, che può solo essere abbattuto, una torre eolica mal collocata si può smontare e trasferire. Insomma, anche dal punto di vista puramente estetico-paesaggistico non si può né si deve essere manichei. Non tutti i mulini a vento sono belli, non tutti sono brutti. Ma tutti saranno buona storia scientifica, ambientale, culturale. Sicuramente più di pericolose e antieconomiche centrali nucleari. Sgarbi si occupi piuttosto, come gli altri sindaci siciliani titolari di territori con parchi eolici, di ottenere royalties sulle produzioni più dignitose di quelle mediamente richieste. Canoni dell1,5-3 per cento sulla produzione di un eolico sono ridicoli, comparabili al salario di un extracomunitario sfruttato nella raccolta di pomodoro in Puglia. Ci risparmi poi il neo-sindaco di Salemi la sua stantia versione di panem et circensem, con tre milioni di euro chiesti per le celebrazioni garibaldine. Progetto ammantato di discutibili finalità e prospettive turistico-culturali, che ha lunico pregio di colpire limmaginario campanilista del cittadino. Salemi è peraltro, dignitosamente e con orgoglio, una grande produttrice di beni primari. Salemi è pane, vino, olio e formaggio, cardini dellalimentazione e della cultura mediterranee. Ora è anche produttrice di energia pulita: gliela vogliamo negare? Leolico convive in tranquillità con ulivi, vigne, frumento, pecore, arricchendo una comunità capace di piegarlo ai suoi legittimi interessi. Mediti Sgarbi, esca dalle sparate da snob-ambientalista. Pensi che serve lelettricità per molire il grano cui è collegata la più conosciuta tradizione della "sua" cittadina: le cene di San Giuseppe. Ma, oltre questo, Salemi non ha sufficienti dotazioni monumentali e paesaggistiche che le permettano di competere alla pari nel turismo con le vicine Erice, Mazara del Vallo, Selinunte, Segesta. Non ha mare, non ha quasi più boschi, pochi monumenti in un piccolo centro storico di grande tradizione ma assediato dal "nuovo" privo di aspirazione al bello. La Storia, come tutte le madri, non partorisce figli uguali. Ognuno ha le sue qualità. Qualcuno farà lartista, altri faranno gli imprenditori, i medici, i contadini. Con eguale dignità. Immaginiamo già il classico insulto di Sgarbi a tonsille visibili: «Ignorante!». Ma per fortuna, quando lui ancora doveva decidere cosa fare nella vita, noi camminavamo per Salemi come per tanti altri paesi di una Sicilia in parte persa. Condotti per mano da genitori che sapevano dove portarci. Dalla Giudecca a Rabato, le opere di Gagini e Laurana, il castello incompleto, il ricordo sfocato del duomo distrutto nel 68 i vaneddi dinfernu dove facevamo nascondino. La conosciamo Halicyae, da sempre, e lapprezziamo. Ma illudere i suoi abitanti che la loro città possa diventare un polo dattrazione turistica più che una meta marginale, impiegando milioni di euro in feste e celebrazioni garibaldine, è quanto meno poco occhiuto. Per giunta togliendo energia alle sue principali ricchezze: sole, terra, vento, operosità. Con due milioni ci compri magari un mulino distruggi-rifiuti "Thor" del Cnr, e avrà ecologicamente risolto un problema reale. SEGUE A PAGINA VI
PALERMO - l'ecologismo snob che odia l'eolico
Il sindaco di Salemi, Sgarbi, ha espresso la sua disapprovazione per la presenza di un parco eolico nella sua città, affermando che è "discutibile" e che il mulino a vento è "brutto". Tuttavia, il testo del giornale sostiene che il parco eolico è una fonte di energia pulita e che la città di Salemi ha altre risorse naturali, come il sole, la terra e il vento, che possono essere sfruttate per produrre energia. Il testo anche critica Sgarbi per la sua posizione e lo accusa di essere un "snob-ambientalista". Inoltre, il testo sostiene che la città di Salema non ha sufficienti dotazioni monumentali e paesaggistiche per competere con le vicine città turistiche.
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