ROMA Molte reazioni al nuovo codice dei beni culturali: Wwf, Italia Nostra, Comitato per la Bellezza e associazione Bianchi Bandinelli hanno indetto per martedì una conferenza stampa. Secondo Gaetano Benedetto, segretario aggiunto del Wwf, «sul paesaggio d'ora in poi le soprintendenze si dovranno accontentare dì esprimere un parere preventivo che potrà essere ignorato». Protesta l'ex ministro ulivista Giovanna Melandri: «Urbani sta rottamando tutte le politiche culturali sostituendole con regole mercantili. II nuovo codice abbassa il livello di salvaguardia e non assicura la preminenza, secondo il principio costituzionale, dell'interesse pubblico. Le norme di salvaguardia oggettiva del paesaggio previste dalla Legge Galasso vengono annuDa-te. Una resa della pianificazione che si salda agli effetti devastanti del nuovo maxi-condono edilizio». Il verde Suro Turroni accusa: «L'Italia rimpiange il ministro fascista Bottai che con due leggi fondamentali tutelò ciò che oggi Urbani mette in pericolo per la prima volta nella storia d'Italia». Legambiente: «Nasce un sistema di gestione e tutela con una distinzione fra beni di serie A, mettiamo il Colosseo, pienamente tutelati, e beni di serie B, non meno importanti per le comunità, per i quali la privatizzazione non è esclusa». Infine, Maurizio Lupi di Forza Italia: «Non accettiamo lezioni da chi non ha fatto nulla; sinistra e ambientalisti la smettano di sventolare la bandiera ideologica».