Paestum. Vanno via i sigilli apposti al Mmmac, il museo dei materiali minimi di Paestum, che si avvale della guida culturale di Gillo Dorfles, critico d'arte di fama mondiale, cittadino onorario di Capaccio - Paestum. Non è stato convalidato il sequestro operato dai vigili urbani e dalla Forestale di Capaccio il 14 luglio. Così ha deciso Dolores Zarone, gip del Tribunale di Salerno. Secondo il Gip non ci sarebbero i presupposti per il sequestro preventivo d'urgenza in quanto si tratta di una misura cautelare applicabile quando c'è il pericolo di prosecuzione del reato, ossia avrebbero dovuto esserci lavori in corso e il pericolo che fossero portati a termine. Molto dura è la dichiarazione rilasciata dall'avvocato difensore dell'associazione culturale, Francesco Raeli, che è anche il marito di Nuvola Lista, presidente dell'associazione. «Il giusto provvedimento della dottoressa Zarone ripara ad una superficiale iniziativa del Corpo Forestale e della Polizia Municipale. In un territorio deturpato da oltre duemila opere edilizie abusive non condonabili, è stata ingiustamente penalizzata l'attività dell'associazione da anni impegnata nella promozione della cultura a Paestum». L'avvocato Raeli ha appena depositato un'istanza, indirizzata al procuratore capo Apicella, volta ad ottenere la restituzione immediata del bene sequestrato. «Voglio così abbreviare i tempi di consegna», aggiunge, Il capannone industriale, di proprietà di Vincenza Adinolfi, già sede di una torrefazione di caffè era stato concesso in affitto, dal 1996 era stato fittato all'associazione Mmmac, un raggruppamento non profit. Numerose le mostre promosse dall'associazione ed è copioso il patrimonio di "materiali minimi", prove d'autore, custodite nel deposito di Paestum. «Anche se sposteremo molte delle attività nella nuova sede di Fisciano fa sapere Cristina Di Geronimo, esponente del Mmmac - continueremo ad operare a Paestum. Chi ci vuole mettere così il bavaglio ha sbagliato metodo». Il gruppo del Mmmac è anche in prima fila nelle mobilitazioni contro l'abbandono della stazione ferroviaria di Paestum e nella contestazione della nuova arteria che costeggia parte della cinta muraria dell'area archeologica. Sono le modalità del sequestro a continuare ad accendere la discussione. «È stato fatto prima un irrituale sopralluogo informale alla struttura, poi con in mano una cartina del 1980 racconta l'avvocato Raeli - reperita sull'ufficio tecnico, si è venuti a contestare le modalità delle divisioni interne. Si tratta, qualora venissero effettivamente provati, di illeciti di natura amministrativa, non tali da giustificare ciò che è poi avvenuto». Nel 2005 grande eco ebbe l'allestimento di una personale dedicata ad Arnaldo Pomodoro, con la collocazione di 11 sculture dell'autore sulla cinta muraria dell'antica città magnogreca. All'esterno del capannone, a mò di bandiera, giganteggia un cavallo opera dello scultore Mimmo Paladino e dentro il "Cappello" di Joseph Beuys, il "Dollaro" di Andy Warhol, "Mister Nettuno" di Marco Lodola e la mostra dedicata al "Tuffatore" con le prove d'autore di Staino, Crepax, Calligaro, Giuliano, Altan, Brindiusi, Echuarren, Baj, Lodola, Nespolo, Pericoli, Persico, Pisani, Tadini e Paladino. Tutte opere che saranno di nuovo visibili al pubblico grazie all'ordinanza della gip Dolores Zarone.
CAMPANIA - Via i sigilli al museo di Paestum
Il Tribunale di Salerno ha deciso di non convalidare il sequestro preventivo d'urgenza dei materiali minimi di Paestum, un museo non profit. Il sequestro era stato operato dai vigili urbani e dalla Forestale di Capaccio il 14 luglio. L'avvocato difensore dell'associazione culturale Mmmac, Francesco Raeli, ha dichiarato che il provvedimento della gip Dolores Zarone è giusto e ripara ad una superficiale iniziativa del Corpo Forestale e della Polizia Municipale.
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