La Fondazione Ansaldo avvia un progetto di ricostruzione storica dagli archivi delle grandi industrie genovesi, per raccontare la modernizzazione dellItalia. Catalogando le vecchie foto e le numerose pellicole dellarchivio Ilva, ai soci della Fondazione Ansaldo, che ne ha rilevato la proprietà dalla Fondazione Iri, è sembrato di rivivere, uno per uno, i vari momenti della storia siderurgica del Paese: dai calorosi fumi degli altiforni ai fumi di tabacchi pregiati negli uffici dirigenziali, dai colletti blu sporchi ai colletti bianchi inamidati. «Il materiale non ha alcun limite gerarchico - spiega Alessandro Lombardo, direttore della Fondazione - e riporta fedelmente immagini della vita degli operai così come quella dei dirigenti. Per questo è di enorme valore umano oltre che storico». Larchivio Ilva è considerato uno dei più importanti patrimoni della storia industriale italiana. Lo stesso ministero per i Beni culturali ha più volte sottolineato il suo notevole interesse storico. Comprende sette mila faldoni di documenti, più di 80 mila fotografie e oltre mille pellicole cinematografiche: «A parte le foto - continua Lombardo - sono le testimonianze orali e i filmati a essere di notevole importanza per la ricostruzione dei passaggi cruciali della nostra siderurgia dal XIX secolo a oggi». La Fondazione Ansaldo avvierà così «unazione culturale e divulgativa - sottolinea Lombardo - sul ruolo dellimpresa siderurgica nella storia italiana: tutta lattività della Fondazione è centrata sulla memoria industriale. Questo perché limpresa è al centro della modernizzazione del Paese». Nellarchivio Ilva, infatti, sono documentate, a partire dalla seconda metà dellOttocento, le vicende societarie, organizzative e produttive di tutte le aziende che sono confluite nel comparto siderurgico pubblico. Il presidente della Fondazione Ansaldo, Luigi Giraldi commenta il raggiungimento dellaccordo con soddisfazione: «Custodiamo da tempo larchivio Ilva e altri fondi correlati, ma solo ora, con il trasferimento della sua proprietà dalla Fondazione Iri a noi si può avviare una concreta azione di salvaguardia, riordino e valorizzazione». Allo stesso modo, lauspicio di Emilio Riva presidente dellIlva Spa è quello che «iniziative culturali come questa possano contribuire a valorizzare limpresa e, più in generale, il mondo del lavoro. Bisogna prendere coscienza che lo sviluppo economico non rappresenta una sorta di corpo estraneo alla crescita civile e culturale di una città, ma è una sua componente nonché premessa essenziale». Parallelamente al raggiungimento dellaccordo, è stata avviata una campagna, guidata dalla Soprintendenza archivistica per la Liguria, mirata alla tutela delle corpose quanto deteriorabili raccolte fotografiche e cinematografiche che, ove necessario, verranno restaurate e duplicate in digitale. «Una parte delle pellicole - ricorda Lombardo - sono state trovate in pessime condizioni e quindi le abbiamo affidate a un laboratorio di Firenze specializzato nel recupero delle bobine. Sono raccolte preziose: servizi fotografici di Gabriele Basilico, Mimmo Castellano, Federico e Aldo Patellani, Santo Piano. Anche i film sono di grande valore come "Col ferro e col fuoco" di Ceccarius del 1926 o "Luomo, il fuoco, il ferro" di Kurt Blum e Eugenio Carmi, vincitore di vari riconoscimenti al festival del cinema di Venezia del 1960. In queste opere, il lavoro siderurgico diventa arte e trionfo del colore».